Obitorio choc: cadavere ricoperto di formiche/ Palermo, parenti “Erano sul volto e..”

- Dario D'Angelo

Un uomo di 66 anni è morto all’ospedale Cervello di Palermo: i parenti hanno trovato la salma ricoperta di formiche e hanno sporto denuncia

Malcolm Chandler
Immagine di repertorio (Pixabay)

Un uomo di 66 anni è morto all’ospedale Cervello di Palermo, dov’era ricoverato per una forma di leucemia. Quando i suoi parenti sono andati a fargli visita nella camera mortuaria, però, hanno fatto un’amara scoperta: il cadavere del loro caro era ricoperto di formiche. Un’immagine che i parenti non hanno potuto tollerare, perché lesiva della persona – per quanto deceduta – e che li ha spinti a sporgere denuncia. Come riportato da leggo.it, i familiari della vittima hanno dichiarato: “Lo abbiamo visto l’ultima volta otto giorni fa. A noi l’accesso è stato proibito per i protocolli anti Covid. Eravamo costantemente in contatto telefonico, ma nessuna visita di presenza”. Una realtà comune a migliaia di persone, che nel giro di qualche giorno si è evoluta in maniera purtroppo tragica: le condizioni dell’uomo si sono infatti aggravate improvvisamente fino al decesso.

PALERMO, CADAVERE RICOPERTO DI FORMICHE

Lo sfortunato protagonista di questa vicenda era ricoverato nel reparto di Ematologia del nosocomio palermitano. Una volta trasferito in camera mortuaria, i parenti hanno dovuto attendere l’apertura della stessa per vederlo: “Era coperto di formiche, anche sul volto. Le salme nelle altre stanze no. Il locale è pulito. Gli insetti probabilmente erano annidati nelle lenzuola usate per avvolgerlo. È inconcepibile. Non è degno di un Paese civile e pretendiamo spiegazioni”. Un’indignazione del tutto comprensibile quella dei familiari dell’uomo, che ha sortito le scuse dell’azienda: “È un paziente deceduto a ematologia a mezzanotte e portato in camera mortuaria all’una – dicono – stamane i parenti l’hanno trovato ricoperto dalle formiche. L’azienda si scusa con i parenti per lo spiacevole fatto. Gli addetti questa mattina stessa si sono prodigati per rimediare”.



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