Omicidio Antonio Stano: altri 9 arresti a Manduria/ 8 sono minorenni: i dettagli

Altri 9 ragazzi sono stati arrestati nelle scorse ore a Manduria nell’ambito delle indagini riguardanti l’omicidio di Antonio Stano

Antonio Stano
Antonio Stano, Chi l'ha visto

Nuovi arresti a Manduria nell’ambito dell’indagine riguardante la morte del povero Antonio Cosimo Stano. Come riferito in questi minuti da numerosi organi di informazione online, a cominciare da TgCom24.it, sono finite in manette altre nove persone, fra cui un maggiorenne e otto minuti. Il gruppo è in carcere a Roma su ordine della procura ordinaria della magistratura ordinaria e minorile di Taranto. Nei confronti dei nove nuovi arrestati, le accuse sono quelle di concorso in tortura, lesioni, danneggiamento e violazione di domicilio aggravati nei confronti di persone in condizioni di minorità. Il povero Antonio Stano, 65enne affetto da disabilità mentale, era morto lo scorso 23 aprile, dopo che era stato picchiato e bullizzato forse per anni da una baby gang di Manduria (provincia di Taranto, Puglia), la cosìddetta banda degli “orfanelli”.

OMICIDIO ANTONIO STANO: ALTRI 9 ARRESTI A MANDURIA

All’arresto dei nove di cui sopra si è giunti grazie ad un’attenta attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Taranto, coordinata dal Procuratore Carlo Maria Capristo, e dalla Procura della Repubblica per i Minorenni, con a capo la Procuratrice Pina Montanaro. Quella di Stano è stata una vicenda che ha toccato e sconvolto l’opinioni pubblica, sia per via del fatto che la vittima fosse affetta da problemi psichici, sia per via dell’indifferenza del paese e del vicinato, visto che a Manduria quasi tutti sapevano ma in pochi hanno denunciato. Stano, prima di morire, era stato ricoverato d’urgenza per astenia e stato confusionale; aveva infatti deciso di rinchiudersi in casa perché terrorizzato dalle continue aggressioni fisiche e psicologiche della baby gang, che lo sottoponeva a vessazioni, percosse, angherie ed aggressioni. Si era quindi tagliato fuori dal mondo esterno, senza cibo e abbandonandosi a se stesso. Numerosi gli episodi di violenza, quasi tutti filmati e postati poi sulle chat di WhatsApp come vanto.



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