Omicidio Daniela Bani/ La madre “non sappiamo se marito killer è ancora in carcere”

- Emanuela Longo

Omicidio Daniela Bani, il caso a Storie Italiane: appello della madre “non so se il marito killer è ancora in carcere in Tunisia”

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Omicidio Daniela Bani

A Storie Italiane è stato affrontato oggi anche il caso di Daniela Bani, la giovane mamma uccisa nel 2014 a Palazzolo sull’Oglio e per il cui omicidio è stato arrestato e condannato a 30 anni di reclusione il marito tunisino. Dopo il delitto l’uomo si diede alla fuga e da allora sarebbe sempre rimasto nel suo paese di origine, fino al suo arresto avvenuto dopo anni di latitanza. Adesso però, Giuseppina (detta Giusy), mamma di Daniela, si domanda se l’uomo sia ancora in carcere oppure se è già tornato in libertà e teme per l’incolumità sua e dei due nipoti che oggi sono cresciuti da lei e dal marito. La donna ospite di Eleonora Daniele ha spiegato: “Il processo si svolto regolarmente, primo grado, Appello e Cassazione. Il 14 giugno 2019 la Cassazione lo ha condannato a 30 anni ma non so se è ancora in carcere”, ha commentato la donna, visibilmente spaventata. La donna ha spiegato che a febbraio il tunisino era stato arrestato: “noi eravamo tranquilli perchè ho due ragazzi da crescere e abbiamo paura, adesso hanno 13 e 9 anni. Non è facile, ho paura di ripercussioni. Ho fatto tanti appelli”, ha dichiarato.

OMICIDIO DANIELA BANI: L’APPELLO DELLA MADRE

A spiegare la situazione della mamma di Daniela Bani è stato il suo difensore, avvocato Silvia Lancini, intervenuta in trasmissione: “Dopo l’arresto dello scorso febbraio la famiglia Bani non ha avuto alcuna notizia. L’uomo è stato arrestato in Tunisia ma il processo celebrato in Italia, lui è fuggito dopo l’assassinio ed è stato latitante per quasi 5 anni”. Quindi è stato arrestato dopo quasi 5 anni di latitanza, “Ma è un arresto cautelare provvisorio perchè il procedimento giudiziario è regolamentato da una convenzione tra Italia e Tunisia del 1967 che prevede che un cittadino tunisino non possa essere detenuto in Tunisia in forza di una sentenza italiana”, ha aggiunto l’avvocato. La madre della vittima ora teme perchè dalla Tunisia arrivano telefonate anonime, sempre denunciate anche se nessuno le dà risposta così come i politici”. Infine, mamma Giusy ha voluto lanciare l’ennesimo appello in tv: “ho fatto già molti appelli ma tornano tutti indietro, sono stata abbandonata dallo Stato che non ha mai mantenuto una promessa. Io cresco i miei nipoti da sola. Lo Stato per la sua difesa ha pagato 30mila euro e io niente, è uno schifo, sono italiana io!”, ha tuonato.

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