Omicidio Michelle Causo, assassino trasferito in un carcere del Nord/ “A Roma rischia pestaggi”

- Josephine Carinci

L'assassino di Michelle Causo è stato trasferito in un carcere nel Nord Italia, dopo aver ucciso la giovane lo scorso 28 giugno a Roma: il motivo

Michelle Causo (Foto: Facebook) Michelle Causo (Foto: Facebook)

È stato trasferito dal carcere romano di Casal del Marmo a una struttura del Nord Italia l’assassino di Michelle Causo. Il 17enne originario dello Sri Lanka, che ha ucciso la giovane a Primavalle, a Roma, è stato portato in un’altra struttura per evitare che resti vittima di pestaggi, come riporta il Corriere della Sera. La manifestazione organizzata in ricordo della giovane, a un mese dalla sua uccisione, avvenuta lo scorso 28 giugno, ha preso infatti una piega violenta e ora gli inquirenti temono che lo stesso possa accadere in carcere. Si vogliono infatti evitare problemi di ordine pubblico all’interno dell’Istituto penale per minorenni della Capitale.

In galera, il 17enne è finito con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. A un mese dalla sua uccisione, i genitori e gli amici di Michelle Causo avevano organizzato una manifestazione pacifica. Ben presto, però, i manifestanti hanno preso di mira l’appartamento in cui il giovane viveva con la madre e dove avrebbe ucciso la ragazza: la casa del 17enne è stata devastata e il timore è che potesse accadere un episodio di violenza anche in carcere.

Proseguono le indagini

L’assassino di Michelle Causo è stato così trasferito nel Nord Italia mentre proseguono le indagini per ricostruzione il movente del gesto che l’avrebbe spinto ad accoltellare con almeno sei colpi la giovane, prima di trasportarne il corpo ancora sanguinante nei pressi di alcuni cassonetti della spazzatura, aiutandosi con un carrello della spesa. Nel corso del primo interrogatorio, il ragazzo aveva detto di aver colpito la giovane per difendersi, dopo che lei si era presentata a casa sua armata di una pistola giocattolo, chiedendo indietro dei soldi per della droga venduta.
Gli inquirenti non hanno mai creduto a tale versione dei fatti. Dietro il delitto potrebbe esserci altro, come affermato anche da Claudia Di Brigida, avvocato della mamma, in un’esclusiva a TAG24: “Non riesco a ricollegare ad una cosa di così minimo conto (il presunto debito di droga, ndr) una reazione così violenta. Mettiamo per ipotesi che lei gli abbia chiesto dei soldi e che lui si sia rifiutato di darglieli o le abbia chiesto uno sconto, cosa potrebbe aver mai detto Michelle per giustificare il fatto che lui abbia preso un coltello e l’abbia uccisa? Secondo me è più probabile che ci sia stata una reazione legata, magari, a una vicenda più personale o più forte, che al momento però non conosciamo. Siamo fermi alle sue dichiarazioni e a valutazioni logiche”.






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