Omicidio Nada Cella/ Sentita addetta alle pulizie, sequestrato motorino indagata

- Emanuela Longo

Omicidio Nada Cella nella puntata di oggi di Quarto Grado: tra le ultime persone sentite anche l’addetta alle pulizie che disse di aver visto una donna

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Omicidio Nada Cella

Omicidio Nada Cella: la testimonianza della donna delle pulizie

Il caso di Nada Cella, la giovane segretaria uccisa il 6 maggio del 1996 a Chiavari nello studio del commercialista Marco Soracco in cui lavorava, torna centrale nelle pagine di cronaca nera nazionale. A distanza di 25 anni da quel delitto ancora irrisolto e che stasera sarà affrontato dalla trasmissione Quarto Grado, la procura di Genova ha iscritto il nome di una donna nel registro degli indagati. L’accusa è quella di omicidio. Si tratta di Annalucia Cecere, ex insegnante di 53 anni. Adesso, come riferisce l’agenzia di stampa Ansa, tra le varie testimonianze raccolte in queste ore dagli investigatori, è stata risentita anche la donna delle pulizie che la mattina dell’omicidio stava lavorando nell’androne.

Fu lei a riferire di aver visto una donna uscire di corsa dall’androne. All’epoca dichiarò agli inquirenti: “Una persona che non avevo mai visto prima e io conoscevo tutti in quel palazzo”. Secondo gli investigatori, si tratterebbe di una testimonianza chiave al fine di un eventuale riconoscimento. Ed a quanto pare non sarebbe la sola ad aver visto una donna quella mattina aggirarsi nei pressi dello studio del commercialista. Sempre secondo quanto riferito dall’Ansa, due testimoni avrebbero visto proprio la Cecere la mattina della morte di Nada, in via Marsala, dove si trovava lo studio di Soracco, mentre andava via affannata a bordo del motorino.

Nada Cella uccisa per gelosia? La tesi degli inquirenti

Secondo le ultime notizie sul giallo di Nada Cella, pare che proprio il mezzo a due ruote dell’indagata sarebbe stato sequestrato e presto la Scientifica lo sottoporrà alla prova del luminol. La speranza, nonostante siano trascorsi 25 anni, è che possa riportare ancora tracce importanti in grado di poter confermare la pista attualmente seguita. Al vaglio degli investigatori, anche un’altra testimonianza ritenuta importante. Si tratta di quella resa da una donna che sette giorni dopo il delitto di Nada Cella si presentò ai carabinieri asserendo che Annalucia Cecere era andata nello studio di Soracco. Qui avrebbe incontrato la giovane segretaria nei confronti della quale avrebbe avuto un atteggiamento ostile.

Il presunto movente alla base del delitto di Nada Cella sarebbe proprio la gelosia. La ex maestra 53enne tuttavia non sarebbe la sola persona indagata nell’ambito delle nuove indagini sul caso. Risultano iscritti nel registro degli indagati anche il datore di lavoro di Nada, il commercialista Marco Soracco, e l’anziana madre, entrambi con l’accusa di false dichiarazioni al pm. Secondo la tesi accusatoria degli inquirenti, la Cecere avrebbe voluto prendere il posto di Nada come segretaria nel tentativo di conquistare il commercialista e per questo l’avrebbe uccisa. Il caso è stato riaperto grazie all’intervento della criminologa Antonella Pesce Delfino che, insieme all’avvocata Sabrina Franzone, ha rimesso mano sulle migliaia di pagine della vecchia indagine facendo luce su una serie di elementi precedentemente ignorati o sottovalutati.





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