Omicidio Vanessa Russo/ Uccisa per spintone in metro da Doina Matei (Ossi di seppia)

- Chiara Ferrara

Omicidio Vanessa Russo, “Ossi di Seppia. Il rumore della memoria”: la puntata di questa sera dedicata alla 23enne uccisa nel 2007 con un colpo di ombrello

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L’episodio di “Ossi di Seppia. Il rumore della memoria“, il programma di Rai 1 pensato per ripercorrere le vicende più significative della storia italiana più recente, che andrà in onda quest’oggi in seconda serata, è dedicato all’omicidio di Vanessa Russo, avvenuto il 26 aprile 2007 a Roma. A ripercorrere la vicenda, gli effetti e le reazioni che essa scatenò è il giornalista Pietrangelo Buttafuoco.

Vanessa Russo fu uccisa in un tunnel della stazione Termini della Capitale, nell’indifferenza di tutti. La ventitreenne pochi istanti prima era a bordo della metropolitana, poi si è alzata per scendere e, nel caos generale, prima che le porte si aprissero, ha avuto una colluttazione con due coetanee romene, Doina Matei e Costantina. Qualche spintone e una parola di troppo, poi il gesto di violenza estrema sulla banchina. La maggiorenne tra le due afferra l’ombrello che portava con sé sotto braccio e colpisce la vittima sul volto. Poi scappano, lasciandola in un lago di sangue. La punta dell’ombrello le ha colpito l’occhio sinistro, provocandole la rottura di un’arteria cerebrale. La giovane morirà qualche ora dopo in un ospedale romano. Soltanto il giorno successivo, le due colpevoli verranno a conoscenza di quanto accaduto.

Omicidio Vanessa Russo: le conseguenze

L’omicidio di Vanessa Russo ebbe risvolti mediatici rilevanti, soprattutto per mano della politica. L’assassina Doina Matei, infatti, non aveva il permesso di soggiorno: era in Italia illegalmente. La romena, a 33 anni, è oggi una donna libera, in quanto ha ottenuto una conclusione anticipata di quattro anni della pena che le era stata inflitta, pari a sedici anni. La famiglia della vittima non ha mai ricevuto alcun risarcimento.

L’obiettivo di “Ossi di Seppia. Il rumore della memoria“, la docuserie di Rai 1 attraverso cui è stata ricostruita la vicenda, è proprio quello di «dare una prospettiva di lettura dei fatti che insegna qualcosa o quanto meno che fa riflettere». Così ha spiegato il giornalista Pietrangelo Buttafuoco, che ha ripercorso davanti alla telecamera il tunnel della stazione Termini in cui si è verificato il dramma.



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