OMS “ASINTOMATICI NON CONTAGIANO”/ Maria Van Kerkhove “Fraintesa”, ma scoppia il caos

- Silvana Palazzo

Oms, altro dietrofront: “asintomatici non contagiano”. La comunità scientifica italiana insorge. Crisanti all’attacco: “Una stupidaggine, abbiamo dimostrato il contrario a Vo’ Euganeo”

Tedros Adhanom Ghebreyesus OMS lapresse 2020 640x300
Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale OMS (Foto LaPresse)

È scoppiato il caos attorno alle dichiarazioni di Maria Van Kerkhove sugli asintomatici e sulla loro contagiosità. La dottoressa, a capo dell’unità Malattie emergenti dell’Organizzazione mondiale della sanità ha precisato che quanto aveva affermato non era la posizione ufficiale dell’Oms. «Stavo rispondendo a una domanda e non esprimendo una posizione dell’Oms. Ho usato la parola “molto rara” e c’è stato un fraintendimento perché è sembrato che dicessi che la trasmissione asintomatica è globalmente molto rara». Invece si riferiva ad un set di dati limitati. A proposito degli asintomatici positivi al coronavirus ha aggiunto: «C’è una proporzione di persone che non sviluppa sintomi e non sappiamo ancora quante siano, potrebbero essere dal 6% al 41% della popolazione che si infetta, a seconda delle stime». Maria Van Kerkhove ha spiegato che tra gli aspetti di Covid-19 che vanno chiariti c’è anche quanti asintomatici trasmettono l’infezione, perché non tutti sono contagiosi. (agg. di Silvana Palazzo)

OMS “ASINTOMATICI NON CONTAGIANO”

L’Oms continua a far discutere. Dopo i dietrofront su mascherine e guanti, l’Organizzazione mondiale della sanità fa marcia indietro anche sul rischio rappresentato dagli asintomatici per quanto riguarda la diffusione del coronavirus. Secondo la dottoressa Maria Van Kerkhove, a capo del team tecnico anti-Covid, è probabile che gli asintomatici, avendo sviluppato una forma molto leggera della malattia, non siano abbastanza infetti. Quindi è molto raro che possa trasmettere Sars-CoV-2. «È comunque una domanda ancora aperta. L’Oms continua a raccogliere dati e ad analizzarli per rispondere davvero a questa domanda», la sua precisazione. Analizzando i dati che arrivano dai diversi Paesi colpiti dalla pandemia, è emerso che gli asintomatici non hanno trasmesso il coronavirus. Così l’Oms sugli asintomatici prende le distanze da quanto dichiarato negli ultimi mesi. Era l’1 febbraio quando l’Oms scriveva che «il mezzo principale di trasmissione sono i casi sintomatici». La sua retromarcia ora fa discutere ed è tra l’altro contestata duramente dagli scienziati italiani.

OMS SU ASINTOMATICI: SCIENZIATI ITALIANI ALL’ATTACCO

Pierluigi Lopalco, che coordina la gestione dell’emergenza coronavirus in Puglia, ha commentato: «Il virus rimane per molto tempo nei portatori e catene di contagio subdole fatte da asintomatici si possono propagare in modo silente ed entrare negli ospedali». Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma, precisa che «mancano ancora prova scientifiche. I dati sono ancora limitati, non c’è certezza sulle modalità di trasmissione. Servono studi di lunga durata per avere evidenze incontestabili». Ippolito ha spiegato all’AdnKronos Salute che Maria Van Kerkhove ha fatto riferimento ad uno studio dell’1 giugno a cura degli Ecdc, i quali hanno rivisto una precedente ricerca dell’1 aprile. Più dura la reazione di Andrea Crisanti: «Penso che sia una stupidaggine. Gli asintomatici trasmettono e basta, questa è la realtà», ha dichiarato il direttore del Dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova. Proprio il lavoro svolto su Vo’ Euganeo, pubblicato su Nature, ha «dimostrato che anche gli asintomatici trasmettono» il coronavirus.



© RIPRODUZIONE RISERVATA