Orlando “Crisi? Situazione grave”/ “Reddito di cittadinanza importante, ma non basta”

- Silvana Palazzo

Andrea Orlando, ministro del Lavoro: “Crisi? La situazione è grave. Il reddito di cittadinanza è importante, ma non basta. Servono altri strumenti”. Su riaperture, caso Fedez e ddl Zan…

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Andrea Orlando, ministro del Lavoro (Mezz'ora in più)

Ci sono settori che sono stati colpiti dalla pandemia Covid in cui non è scontato che il lavoro torni come prima. A lanciare l’allarme è Andrea Orlando, intervenuto oggi a “Mezz’ora in più” su Rai3. Il ministro del Lavoro ha spiegato che «la situazione è grave», in quanto «ci sono settori come il turismo e la ristorazione che sono stati molto colpiti» dalla crisi innescata dal Covid. La sua proposta è di ridurre la pressione fiscale e il costo del lavoro in quei settori. «Chi ha pagato dovrà avere possibilità di ripartire nelle condizioni migliori». Nello studio di Lucia Annunziata ha parlato anche del reddito di cittadinanza, che si è rivelato «fondamentale» per lottare contro la povertà, ma d’altra parte «non è uno strumento di politica attiva del lavoro», quindi «servono altri strumenti». Inoltre, bisogna rafforzare pubblico e privato, aiutare il lavoratore a qualificarsi. «Abbiamo una rete pubblica che deve affiancare le agenzie private, che è ridicola», ha osservato il ministro Orlando. Ha citato anche la Germania, che vanta 100mila dipendenti nei centri dell’impiego, mentre in Italia sono 9mila e senza riqualificazione da tempo.

“AIUTEREMO ANCHE LAVORATORI SPETTACOLO”

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha parlato della ripresa post-pandemia Covid che potrebbe non collocare i lavori di ritorno negli stessi settori dove sono andati persi. «Noi non sappiamo quali abitudini siano cambiate solo temporaneamente e quali in maniera strutturale e probabilmente», ha osservato a “Mezz’ora in più”. Questo è un grande problema, perché anche se ci sarà un rimbalzo che riporterà una parte del lavoro andato perduto, «non è detto che lo riprodurrà negli stessi settori nei quali c’era precedentemente». Quindi, il rischio è che ci sia «un’offerta di lavoro che non corrisponde però a una domanda». Nel suo intervento ha parlato anche dei lavoratori del settore dello spettacolo, che chiedono risposte al governo. «C’è già una interlocuzione aperta e molto presto io e il ministro Franceschini assumeremo una iniziativa per una risposta strutturale alla condizione di precarietà e difficoltà di questo settore». A proposito delle riaperture, Orlando è consapevole che si debba ripartire, ma «non bisogna fare passi più lunghi della gamba». Inoltre, non bisogna creare «aspettative nelle attività commerciali e nel turismo» che poi rischiano di non essere corrisposte perché non tutti sono disposti a tornare alla vita di prima se non hanno ricevuto ancora il vaccino.

DA CONTE AL “CASO FEDEZ”

Andrea Orlando a “Mezz’ora in più” ha parlato anche dell’ex premier Giuseppe Conte. «Aveva gestito molto bene la prima parte della fase della pandemia riconquistando il rapporto con l’Europa, poi è andato in difficoltà sulla gestione del Recovery». Il ministro del Lavoro si è occupato anche del “caso Fedez” ed è andato all’attacco della Rai: «Va ripensata la governance. Ho proposto un disegno di legge su questa materia. La Rai ha bisogno di una governance più coraggiosa». Il rischio, però, è che i messaggi mandati dal palco vengano coperti dalla discussione. Quindi, ha mandato un messaggio al leader della Lega sul ddl Zan: «Visto che Salvini ha detto che è contro la censura, sblocchi il disegno di legge Zan e consenta al Parlamento di esprimersi, perché il presidente della Commissione Giustizia al Senato sta tenendo in ostaggio questa legge». Infine, un appello al Parlamento che ha l’occasione di «compiere un passo avanti nella direzione di un Paese più civile». Dopo la legge sulle unioni civili, per Andrea Orlando, «si può fare un nuovo passo avanti».



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