Ornella Muti, condanna per cena con Putin/ Sta pagando risarcimento da 30mila euro

- Silvana Palazzo

Ornella Muti e la condanna per la cena con Putin in Russia: doveva recitare al Teatro Verdi di Pordenone. Ora con mille euro al mese sta pagando risarcimento da 30mila euro

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Ornella Muti

La cena con Vladimir Putin è costata cara ad Ornella Muti. L’attrice è stata condannata a 6 mesi di reclusione e 500 euro di multa per tentata truffa aggravata e falso, insieme al pagamento di un risarcimento di 30mila euro alla parte civile. La vicenda risale al 2010 e riguarda uno spettacolo al Teatro Verdi di Pordenone, dove doveva andare in scena con lo spettacolo “L’ebreo” di Gianni Clementi. Lei però si tirò indietro per una presunta afonia, invece partecipò ad una cena di gala a San Pietroburgo, a cui partecipò il presidente della Russia. L’anno scorso la Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’appello di Trieste, quindi martedì doveva tenersi l’udienza per l’esecuzione della pena, ma la difesa ha chiesto un rinvio e l’udienza è stata spostata. Stando a quanto riportato da Libero, si è scoperto nel frattempo che Ornella Muti, grazie ad un accordo tra le parti, ha cominciato a versare i soldi del risarcimento, cioè mille euro al mese.

ORNELLA MUTI E IL CASO DELLA CENA CON PUTIN

Era il 10 dicembre 2010 quando Ornella Muti avrebbe dovuto recitare al Teatro Verdi di Pordenone. La mattina fece presentare un certificato medico firmato da un dottore di Roma dando forfait per quella data e i due giorni successivi. La spiegazione ufficiale parlava di una “laringotracheite acuta febbrile” contratta a causa dei “gelidi teatri” del Nord. Nonostante non stesse bene, l’attrice si imbarcò in volo per andare in Russia, dove faceva molto più freddo che a Pordenone. La decisione però non era stata improvvisata. I giudici, come riportato da Libero, hanno appurato che il volo era stato già prenotato il 1° dicembre di quell’anno, anche se l’attrice da luglio sapeva che avrebbe dovuto recitare a Pordenone. Pertanto, la “fuga” sarebbe stata premeditata e non giustificata. Per questo è arrivata la condanna, confermata nel 2019 dalla Cassazione, per la quale ha già cominciato a versare il risarcimento al teatro.

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