Pagamenti col Pos, perché caffè sì e sigarette no?/ Tabaccai: “Azzera guadagno”

- Alessandro Nidi

Pagare le sigarette con il Pos è un’impresa impossibile: i tabaccai rifiutano il pagamento elettronico. Perché? “Le commissioni ci annullano il guadagno”

Pos
Pos per pagamenti bancomat e carte (LaPresse)

La legge entrata in vigore il 30 giugno 2022 impone a esercenti e professionisti l’obbligo di avere il Pos e di accettare pagamenti, anche per importi esigui, con carte di debito, di credito o prepagate. Chi non si adegua a tale normativa, rischia una multa di 30 euro, maggiorata del 4% del valore della transazione non accolta. Un provvedimento che è stato concepito in primis per ridurre l’evasione fiscale e, in seconda battuta, per limitare quanto più possibile l’utilizzo del denaro contante, che in Italia è ancora molto diffuso (è tra gli obiettivi racchiusi nell’ormai celebre Pnrr).

I colleghi di “Upday News” hanno testato alcuni esercizi commerciali di Roma per capire se sia realmente fattibile pagare somme contenute per mezzo del Pos. Si va dal semplice caffè decaffeinato alle due penne acquistate in cartoleria, ma in nessuno di questi casi sono state rilevate obiezioni da parte del commerciante o del titolare del punto vendita, che si sono quindi adeguati alla legge. Discorso analogo in un negozio di articoli per la casa e di generi alimentari. Impossibile, invece, pagare con il Pos le sigarette.

SIGARETTE, PERCHÉ I TABACCAI NON ACCETTANO I PAGAMENTI CON IL POS?

Come ha spiegato una tabaccaia a “Upday News”, “con le sigarette il discorso è diverso. A volte evito di far pagare il pacchetto con la carta e ancora di più richiedo i contanti per la vendita delle stecche. Già con la vendita del singolo pacchetto e con il pagamento con carta noi ci rimettiamo. Sulle sigarette e prodotti simili il prezzo è fissato dallo Stato in regime di monopolio e il margine di guadagno è ridotto e sempre fisso. L’aggio sulle sigarette è fissato al 10% del prezzo di vendita. Un pacchetto di 5 euro genera un guadagno pari a 0,50 centesimi. Con le commissioni, il risultato è che non entra niente. Lo Stato lo sa e non gli importa, ma venderle così è svantaggioso”.

Un altro tabaccaio della Capitale si è rifiutato di far pagare le sigarette con il Pos, dichiarando: “Già i guadagni sono bassi, se poi ci mettiamo anche le commissioni, il margine di entrata è nullo. Per questo stiamo chiedendo al governo, insieme alla Federazione nazionale dei tabaccai, di levare le multe oppure di toglierci l’obbligo di pagamento elettronico. Sulle sigarette e altri prodotti non possiamo fare nulla”.





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