Pagina Facebook Conte, hacker vs Renzi?/ I dubbi: “Tutto porta al mondo grillino”

- Davide Giancristofaro Alberti

Hackeraggio Facebook Conte vs Renzi: il “caso” social della settimana ha lasciato perplessi in molti. Ecco chi potrebbe nascondersi dietro l’attacco

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Giuseppe Conte e il giallo della storia su Facebook

Non si placano le “indagini” in merito all’attacco hacker che la pagina Facebook ufficiale di Giuseppe Conte ha subito il giorno dello “strappo” di Matteo Renzi. Facendo un breve ripasso, quel pomeriggio di tre giorni fa comparve sul social del presidente del consiglio un post che invitava a “mandare a casa Matteo Renzi” con tanto di rimando ad un gruppo di supporto al Premier.

Dopo una mezz’oretta il post è stato cancellato dalla pagina e Palazzo Chigi ha parlato di attacco hacker, ma nel contempo qualcuno ha provato a vederci più chiaro, e come riferisce il quotidiano Libero si è scoperto che dietro il gruppo di cui sopra di Facebook vi sarebbe Infopolitica, una pagina social supporter del Movimento 5 Stelle (attualmente non disponibile) e che in precedenza si chiamava “Informazione Vera”. Il suo responsabile era Piergiorgio Cantagallo, noto sostenitore dei grillini e di Giuseppe Conte, e nome riferito da altri giornali online come ad esempio Open e Tpi.it. Una serie di “indiscrezioni” che probabilmente alimenta la tesi di Italia Viva, secondo cui non si sarebbe trattato di attacco hacker alla pagina di Conte.

HACKERAGGIO FACEBOOK CONTE VS RENZI: IL DURO COMMENTO DI ANZALDI

“Sulla pagina Fb del presidente del Consiglio – ha detto Matteo Renzi a Titolo Quinto – è apparsa una storia contro di me, una pagina chiaramente fatta da funzionari pagati dalle istituzioni. Il presidente del Consiglio è stato hackerato? E’ una cosa enorme oppure è una menzogna…”. Simile il pensiero di Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e giornalista, che ha aggiunto: “Se davvero Palazzo Chigi ritiene che sia avvenuto un hackeraggio – le sue parole su Facebook – presenti subito denuncia alla polizia postale. Altrimenti saremmo di fronte all’ennesima manovra di depistaggio mediatico”. Quindi Anzaldi ha aggiunto e concluso: “Se infatti la polizia dovesse magari scoprire che dietro la pagina Facebook ‘Conte premier-Renzi a casa’ ci fosse un collaboratore del gruppo Camera del M5s, pagato con i fondi parlamentari per fare il moderatore dei gruppi Facebook di appoggio ai 5 Stelle, Conte cosa risponderebbe?”. Open, quotidiano online di Enrico Mentana, aggiunge e conclude: “Le strade, al momento, portano al mondo grillino, piuttosto che a un esterno intenzionato a danneggiare il premier”. Ovviamente il Movimento 5 Stelle nega qualsiasi coinvolgimento: attendiamo eventuali repliche.

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