Pagnoncelli “senza riforme è guerra sociale”/ “Conte non è ‘salvatore’, decreti flop”

- Niccolò Magnani

Nando Pagnoncelli, l’Italia è ad un bivio: “dissenso o concordia. Senza riforme si rischia la guerra sociale. Conte non è salvatore patria, decreti hanno deluso”

Conte incontra i sindacati
Vertice Conte-sindacati (LaPresse, 2020)

Una lunga intervista sull’Eco di Bergamo del Presidente dei sondaggi Ipsos, Nando Pagnoncelli, introduce appieno tutti i nodi politici, sociali ed economici nel giorno della nuova “fase 3” che stasera il Premier Conte presenterà in conferenza stampa alla nazione: «il clima dell’Italia è sospeso tra concordia e dissenso. Sospeso e anche in apprensione per quello che saremo poi. Il “saremo migliori” s’è rivelato autoconsolatorio e ora, superata l’emergenza, siamo molto preoccupati perché la crisi potrebbe porci gli uni contro gli altri. Non lo siamo ancora fortunatamente, però paventiamo queste divisioni e vorremmo esorcizzarle. E ancora una volta questi sentimenti fanno appello ai rappresentanti delle istituzioni».

Per il sondaggista ed esperto di politiche nazionali ad aumentare nei consensi al momento è principalmente il Capo dello Stato Sergio Mattarella, anche se il suo invito alla collaborazione tra i vari attori politici non sembra attecchire per il momento: «stanno emergendo le rappresentazioni di un Paese che si divide, e si divide anche sulla stessa concordia. Metà degli italiani dice che effettivamente le cose sono cambiate in meglio, l’altra metà ritiene invece che il civismo sia stato solo di facciata. Ora abbiamo voltato pagina: c’è sicuramente voglia di arginare le difficoltà che già incontriamo, ma anche la consapevolezza che dalla crisi si esce tutti insieme».

RABBIA SOCIALE E DECRETI: IL GOVERNO CALA

Secondo Pagnoncelli i rischi forti per l’economia dei prossimi anni sono evidenti e lampanti sotto gli occhi di tutti e il Governo dovrà essere accorto nel piano di rilancio: «È un’occasione unica per affrontare nodi irrisolti. Abbiamo risorse economiche, ma vanno spese con grande intelligenza, lungimiranza e sapendo che quello che investiamo oggi, fra 15-20 anni ritornerà a beneficio di quelle generazioni penalizzate in questo periodo. Dunque: questione giovanile e quindi ripresa demografica, semplificazione burocratica un tema urgente e complicatissimo, infrastrutture, riduzione degli squilibri non solo sociali ma anche territoriali fra Nord e Sud».

In termini di consenso, c’è forte preoccupazione tanto sui decreti approvati che non sembrano sbloccare la ripresa del Paese quanto sulla possibile prossima “questione sociale”: «Un terzo degli italiani si sente più arrabbiato di prima, il 20% pensa positivo e il restante ritiene non sia cambiato il proprio stato d’animo. Il fatto importante è che c’è una larga consapevolezza che la rabbia potrebbe frenare la ripresa del Paese, perché in questo caso si affermerebbero i particolarismi. È come se ci fosse rabbia nei confronti della rabbia», riporta il responsabile dei sondaggi Ipsos. In merito ai dati sul Governo e sul Premier, anche qui i consensi scendono: «Da un lato c’è l’esaurirsi della “grande paura” e quindi la messa in discussione del riferimento istituzionale fin lì indiscutibile, percepito come il “grande salvatore”.

Dall’altro una certa delusione rispetto ai provvedimenti, soprattutto al ritardo con cui vengono distribuiti. Questo problema è molto serio e ne accennavo prima quando parlavo della semplificazione che dovrebbe essere oggetto di un prossimo decreto del governo: il contribuente se non vede la traduzione concreta del decreto Rilancio, cioè i soldi che gli sono stati promessi, si sente in balìa degli eventi. Smarrito, sballottato qua e là, convinto di essere penalizzato rispetto ad altri settori privilegiati». Lega in calo, Pd non cresce, perde il M5s e guadagnano solo Forza Italia e FdI: questi i dati principali ribaditi da Pagnoncelli e “frutto” di un tema nazionale che viene riassunto in poche parole, «Quel che sale dal Paese reale è una domanda di responsabilità consegnata alle istituzioni: l’esempio deve venire da lì, per poi avere una ricaduta virtuosa sull’opinione pubblica».

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