Palazzo Vaticano, annullato arresto Torzi/ Cassazione ribalta sentenza: ecco perché

- Niccolò Magnani

Palazzo Vaticano, la Cassazione annulla l’ordinanza di arresto per il broker Torzi: la Corta ribalta la sentenza di gip e Tribunale Riesame

Processo Vaticano
Vaticano, processo sul Palazzo Londra (LaPresse, 2021)

La Corte di Cassazione cancella in un sol colpo sia la decisione del gip romano che la successiva conferma nell’ordinanza del Tribunale del Riesame di Roma: annullato l’arresto di Gianluigi Torzi, manager accusato di autoriciclaggio dei soldi ottenuti dal Vaticano per l’acquisizione del Palazzo di Londra in Sloane Avenue. A comunicarlo sono stati gli avvocati dell’uomo d’affari italiano ma residente in Inghilterra: «questo annullamento sarà un importante tassello per la dimostrazione dell’innocenza di Torzi perché il materiale probatorio era fornito all’autorità giudiziaria italiana dagli stessi Promotori di Giustizia vaticani».

La vicenda del Palazzo di Londra, e più in generale la gestione dei fondi della Segreteria di Stato Vaticana, vede presso la Santa Sede l’attuale processo ai danni del Cardinal Angelo Becciu e di altri 9 imputati, Torzi compreso. A questo punto, scrivono ancora i legali della difesa, «Prende corpo l’infondatezza del teorema accusatorio elaborato dalla autorità giudiziaria vaticana», tra l’altro già semi-distrutto nei mesi scorsi dal giudice inglese Baumgartner, con conseguente presa di posizione durissima degli inquirenti vaticani.

ANNULLATO L’ARRESTO DI TORZI: ORA COSA SUCCEDE NEL PROCESSO

A livello formale, ora si attendere che il Tribunale del Riesame di Roma riscriva nuova sentenza dopo ulteriore udienza, dato che la Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento rimandando ai giudici romani la decisione sulla base dei criteri che la Corte stabilità nella sentenza disponibile entro 30 giorni. Torzi da mesi contestava la misura cautelare sostenendo l’assoluta inesistenza del reato di cui era accusato (estorsione e truffa), oltre che la piena «mancanza di gravi indizi sui reati contestati». I 12 anni di reclusione previsti dai reati sotto accusa di Torzi sono uno spettro ingombrante che la difesa ha cercato subito di allontanare, provando a dimostrare l’infondatezza stessa dell’arresto avvenuto a sorpresa nella notte del 5 giugno 2020, su ordinanza diretta del promotore di giustizia vaticana Gian Piero Milano e dal suo aggiunto Alessandro Diddi.



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