PAMELA MASTROPIETRO, ERGASTOLO A OSEGHALE/ La sentenza: anche 18 mesi di isolamento

- Silvana Palazzo

La sentenza del processo a Innocent Oseghale, accusato di aver ucciso la povera Pamela Mastropietro: condannato all’ergastolo e a 18 mesi di isolamento

I genitori di Pamela Mastropietro
I genitori di Pamela Mastropietro (LaPresse, 2019)

Innocent Oseghale è stato condannato all’ergastolo: la tanto attesa sentenza per l’omicidio di Pamela Mastropietro è arrivata. L’uomo è stato ritenuto colpevole dalla giuria popolare del tribunale di Macerata di aver ucciso la 18enne, di averla stuprata e di aver fatto scempio del suo corpo. Dopo un anno e quattro mesi è arrivata la sentenza di primo grado. La seduta è durata cinque ore, poi il presidente della sezione penale Roberto Evangelisti ha letto il dispositivo. Sei giudici popolari, quattro donne e due uomini lo hanno giudicato colpevole di tutti i reati che gli erano stati contestati. Ergastolo con 18 mesi di isolamento, è stato condannato anche al pagamento delle spese giudiziarie e ha perso la patria potestà dei figli: il massimo della pena richiesta dalla procura. «Non ci aspettiamo nulla meno dell’ergastolo, e spero proprio che finalmente arrivi», aveva dichiarato il padre di Pamela, Stefano Mastropietro. (agg. di Silvana Palazzo)

“USATA COME GIOCO”

«Oseghale ha strumentalizzato Pamela come un giocattolo: si era ripresa ma era in stato confusionale dovuto alla droga, lui frettolosamente ha soddisfatto le sue voglie sessuali inducendola a un rapporto sessuale non protetto», ha detto in aula questo pomeriggio il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio nel chiedere l’ergastolo a Innocent Oseghale. Secondo il pm, è provato poi che altri due uomini ebbero con Pamela Mastropietro dei rapporti protetti ma non si capisce «perché mai Pamela avrebbe dovuto decidere di avere solo con Oseghale un rapporto non protetto», visto che il dna dello spacciatore nigeriano è stato l’unico di quelli ritrovati sui resti «riconducibile a un rapporto sessuale». Per questo motivo, la richiesta dell’ergastolo risponde a «misura ed equità»: dovrebbe arrivare entro la serata la sentenza di condanna o assoluzione nel processo “lampo” sui vari reati imputati a Innocent Oseghale, ovvero omicidio volontario, violenza sessuale, vilipendio e occultamento di cadavere. (agg. di Niccolò Magnani)

L’ACCUSA CHIEDE L’ERGASTOLO

E’ in corso l’udienza presso il tribunale di Macerata riguardante la morte di Pamela Mastropietro, la giovane morta e poi fatta a pezzi per cui in carcere vi è Innocente Oseghale. Secondo l’accusa, quell’uomo avrebbe drogato, violentato, ucciso e poi fatto a pezzi la ragazza, e di conseguenza è stato chiesto l’ergastolo con l’aggiunta di 18 mesi di isolamento diurno. La difesa, invece, spiega che il proprio assistito ha fatto a distrutto il cadavere della giovane ma non l’ha uccisa, morta invece a seguito di un’overdose: preso dal panico Innocent Oseghale avrebbe deciso di distruggere il corpo, nascondendolo in una valigia. L’avvocato e zio di Pamela, prima dell’udienza, ha parlato così ai microfoni di Chi l’ha Visto?, programma di Rai Tre: «Siamo convinti che sia stata violentata e uccisa e poi ridotta come tutti sappiamo, speriamo che oggi giustizia sia fatta». In questi momenti sta parlando proprio il legale di Pamela, dopo di che parleranno le parti civili, leggasi il comune di Macerata, che si ritiene parte lesa visto anche quello che è accaduto con Luca Traini (il folle condannato a 12 anni che ha sparato contro alcune persone di colore), nonché l’appartamento dove è stato commesso il presunto omicidio, tutt’ora sotto sequestro. Solo alla fine parlerà la difesa, che confermerà appunto la propria tesi. La sentenza è attesa nelle prossime ore. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PAMELA MASTROPIETRO, PROCESSO OSEGHALE

Quello di domani potrebbe essere un giorno decisivo per il processo a Innocent Oseghale, accusato di aver violentato, ucciso e fatto a pezzi Pamela Mastropietro. La sentenza potrebbe arrivare proprio nel pomeriggio di mercoledì. Domani mattina dunque l’ultima udienza. Il processo in Corte d’Assise si aprirà con le repliche delle parti. Il procuratore Giovanni Giorgio e il sostituto Stefania Ciccioli ribadiranno i punti fermi che sostengono le accuse: le coltellate che hanno provocato la morte, la violenza subita dalla ragazza riferita dal collaboratore di giustizia compagno di cella di Oseghale. L’avvocato Marco Valerio Verni, per la famiglia di Pamela, evidenzierà l’atrocità dell’omicidio commesso, di cui è stata vittima una ragazza entrata in comunità per affrontare la patologia psichiatrica di cui soffriva e per la quale era entrata in contatto con sostanze stupefacenti. Per la famiglia l’omicidio doveva far luce su tante ambiguità: dalla condizione della comunità di recupero al problema della malavita organizzata.

PAMELA MASTROPIETRO DOMANI SENTENZA PROCESSO INNOCENT OSEGHALE

Anche i difensori di Innocent Oseghale potranno ribadire domani la loro linea difensiva, quella dichiarata in aula dallo stesso imputato: Pamela Mastropietro sarebbe morta di overdose, l’uomo avrebbe perso la testa, decidendo di farla a pezzi per far sparire il cadavere. Proprio il dibattito sulla causa della morte è stato centrale nel processo. Questo aspetto verrà ridiscusso domani, nell’ultima occasione che le parti hanno per sottolineare gli elementi a sostegno della propria ricostruzione della tragica vicenda. Le repliche dovrebbero concludersi intorno alle 11, per permettere alla corte di avere il tempo per arrivare alla sentenza. Ma il presidente Roberto Evangelisti, come riportato dal Resto del Carlino, ha annunciato che potrebbe essere eventualmente fissata una nuova udienza, la settimana prossima, se le parti chiederanno più tempo per concludere la discussione. Per Innocent Oseghale comunque la procura ha chiesto la condanna all’ergastolo per i reati di omicidio volontario, violenza sessuale, vilipendio e occultamento di cadavere. Per la difesa sarebbero dimostrati solo vilipendio e occultamento, per questo chiedono una pena più bassa per il nigeriano.

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