Paola e Mauro, sopravvissuti tragedia Marmolada/ “Ci ha salvato il Signore”

- Alessandro Nidi

Paola e Mauro sono sopravvissuti soltanto per una questione di (pochi) minuti alla tragedia del ghiacciaio della Marmolada: “Dobbiamo ringraziare qualcuno Lassù”

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Mauro e Paola, sopravvissuti alla tragedia della Marmolada (Zona Bianca, 2022)

A “Zona Bianca” sono intervenuti Paola e Mauro, due dei sopravvissuti alla tragedia della Marmolada di domenica 3 luglio 2022, quando un seracco di ghiaccio di enormi dimensioni si è staccato, travolgendo gli alpinisti che si trovavano nella zona sottostante. Un destino che avrebbe potuto coinvolgere anche i due intervistati, qualora non si fossero attardati in vetta e avessero rimandato le operazioni di discesa per attendere un loro amico, Giuseppe, esperto alpinista che conosce la Marmolada meglio delle sue tasche.

Come raccontato con la voce rotta dalla commozione da Paola, sotto lo sguardo vigile e ancora spaventato di Mauro, “solo per un contrattempo di 15-20 minuti siamo scesi più tardi. Abbiamo visto questi grattacieli di ghiaccio colpire le persone e trascinarle via. Abbiamo gridato, Mauro ha chiamato l’elisoccorso immediatamente. Poi abbiamo pianto, anche Giuseppe, montanaro doc, non aveva mai visto nulla di simile ed era sconvolto. Se avessimo rispettato la tabella di marcia, anche noi saremmo stati travolti dalla valanga ghiacciata: evidentemente non era il nostro turno”.

PAOLA E MAURO, SOPRAVVISSUTI SULLA MARMOLADA: “DOBBIAMO RINGRAZIARE QUALCUNO LASSÙ”

Nel prosieguo della narrazione di ciò che i loro occhi hanno purtroppo visto poche ore prima, Paola e Mauro, a “Zona Bianca”, hanno sottolineato a più riprese la crudeltà di quell’evento, l’ineluttabilità del fato e la grande paura provata nell’assistere dal vivo alla morte delle persone coinvolte nel crollo del ghiacciaio della Marmolada.

In particolare, Mauro, capo della cordata di cui faceva anche parte Paola, non ha esitato a rivolgere lo sguardo al cielo e, nonostante l’emozione del momento, rivolgere un ringraziamento a Dio per lo scampato pericolo: “Dobbiamo ringraziare qualcuno Lassù. Appena possibile vogliamo tornare in montagna, andare su una croce e mettere una candela per le persone che hanno perso la vita. Vogliamo anche recarci lì per pregare il Signore che ci ha salvato”.







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