Paolo Conte/ “Vi spiego il sesso degli strumenti e sulle donne…”

- Matteo Fantozzi

Paolo Conte si racconta in un’intervista a Il Messaggero dove svela il suo rapporto con le donne che anche oggi ancora stravedono per lui.

paolo conte 2019 tv
Paolo Conte

Paolo Conte è uno dei mostri sacri della musica italiana, uno che nonostante il passare degli anni continua ad essere tra i più amati dal pubblico femminile. Quando Il Messaggero glielo chiede il cantautore specifica: “Le donne impazziscono per me? Questo perché forse la mia controfigura è brava a fare conquiste”. Umile e spiritoso dribbla la domanda con una battuta, ma poi si insinua in un argomento molto particolare che lega il mondo della sensualità a quello della musica: “Mi chiedono spesso se gli strumenti abbiano un sesso. Io penso che la viola e il sax contralto siano gli unici strumenti femminili, mentre il sax baritono è ermafrodito invece tutti gli altri strumenti sono maschi“. Una spiegazione che potrebbe aprire la strada a qualche polemica, ma che ci fa capire una volta ancora l’eccentricità dell’autore.

Paolo Conte, “Che cos’è una canzone?”

Quando chiedono a Paolo Conte cos’è una canzone lui non ha dubbi: “Qualcosa che non cambia il mondo perché è presuntuoso pensarlo. Può segnare un’epoca o sigillare un amore. Può mandare dei profumi, degli odori e persino dei gusti. quando sentiamo certe canzoni veniamo immediatamente catapultati in un altro mondo e questo ci fa bene”. Non sorprendere di certo l’estro della sua spiegazione e il talento di un uomo che ha saputo ritagliarsi un ruolo da grande protagonista del panorama musicale italiano. Si parla poi di Azzurro: “Sapevo, intuivo, che quella canzone era vincente. Non immaginavo che sarebbe arrivata così lontana e che tutti l’avrebbero fatta loro. Ho passato anni a chiedermi se mai avrei comprato il disco di uno come me“.

Tra gusti e amori

Cosa piace a Paolo Conte? In un’intervista a Il Messaggero svela: “Le parole con la zeta, l’America. Contiene qualcosa che al solo pronunciarlo diventa poesia, tra leggendario e arcano. Non mi piace invece raccontarmi in posti diversi da una canzone. In passato l’ho fatto aprendomi. Il fatto è che ci sono artisti che vogliono essere compresi. Io penso alla bellezza di non essere capito nemmeno da me stesso. Non sono per niente sicuro di voler sapere chi sono“. C’è poi l’umorismo che sicuramente diverte Conte, ma deve essere di alta qualità e non di bassa lega per non cadere nella noia. Un personaggio straordinario che ha dimostrato ancora una volta di essere unico anche solo grazie a un’intervista.

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