Parlare con i morti, come si fa?/ Lo studio: il segreto dei medium, sesto senso e…

- Alessandro Nidi

Comunicare con l’Aldilà è effettivamente possibile? La scienza ha condotto una ricerca per studiare il fenomeno, coinvolgendo i chiaroudenti

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"Necropolis, la città dei morti"

Parlare con i morti è possibile? A detta di molte persone, chiamate medium o sensitivi, sì. Un’abilità che affascina da sempre il mondo umano e che, in non pochi casi, ha attirato su di sé le critiche da parte dei più scettici, che non credono alla possibilità di comunicare con l’Aldilà. Una recente ricerca scientifica, tuttavia, ha deciso di approfondire questo fenomeno e di provare a capire se davvero sia possibile sentire i morti.

Come riporta il portale “tech.everyeye.it”, un grande studio è stato condotto dalla Durham University e pubblicato in seguito sulla rivista “Mental Health, Religion and Culture” come segmento di uno studio interdisciplinare, denomianto “Hearing the Voice”. All’indagine hanno preso parte 65 medium chiaroudenti della Spiritualists’ National Union inglese e 143 cittadini scelti in maniera del tutto casuale ed è stata confrontata la predisposizione alle allucinazione e la credenza nel paranormale da parte di queste due categorie.

PARLARE CON I MORTI SI PUÒ? LA SCIENZA SI INTERROGA

“Tech.everyeye.it” riporta gli esiti di questo studio che dimostrano come il 44,6% dei medium partecipanti senta le voci dei defunti quotidianamente, con il 33,8% che le ha sentite nel giorno dell’indagine; inoltre, il 79% ha affermato che queste esperienze si verificano sia quando si trovano da soli, sia quando lavorano come medium per altre persone. E ancora, è questo è un dato davvero interessante, il 31,7% dei partecipanti spiritisti ha dichiarato di avere sentito voci spirituali provenienti sia dall’interno che dall’esterno della testa. Parlare con i morti può dunque essere possibile? A livello scientifico quanto è emerso andrebbe ricondotto al cosiddetto “assorbimento”, una delle “manifestazioni dissociative più comuni dello stato di coscienza”, che si traduce in disconnessioni dalla realtà che conducono in mondi immaginari. Peter Moseley, co-auto dello studio, ha commentato: “Gli spiritualisti tendono a segnalare esperienze uditive insolite che sono positive, iniziano presto nella vita e che spesso sono poi in grado di controllare. Capire come si sviluppano è importante perché potrebbe aiutarci a capire di più sulle esperienze angoscianti o non controllabili del sentire le voci dei morti”.

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