Peste suina, due allevatori indagati nel Pavese/ Mancata segnalazione casi sospetti

- Josephine Carinci

Nel Pavese sono indagati un allevatore e un veterinario, che non avrebbero segnalato casi sospetti di peste suina: cosa è successo

maiale_senigallia (Pixabay)

Due persone sono indagate per non aver segnalato i primi casi di morti sospette di animali per peste suina: si tratta di un allevatore e un veterinario di un’azienda che alleva suini a Zinasco, in provincia di Pavia. I decessi degli animali si sono verificati all’inizio di agosto, provocando così un focolaio di peste suina. A riportarlo è La Provincia Pavese: i due sono stati già ascoltati dagli inquirenti, che inoltre hanno sequestrato gli allevamenti di suini che si trovano nei dintorni di quello dove si sono verificati i contagi.

Dopo aver accertato i casi di peste suina africana in alcuni allevamenti nella provincia di Pavia, la Regione Lombardia ha diffuso una nota nella quale viene spiegato che “il livello di attenzione è altissimo e le strutture del servizio veterinario regionale sono al lavoro per monitorare costantemente la situazione”. Nella zona entro 10 chilometri dagli allevamenti in cui sono stati riscontrati casi di peste suina, sono state vietate tutte le movimentazioni di maiali, sia in ingresso che in uscita.

Divieti nelle movimentazioni di suini

I divieti imposti dalla Regione Lombardia includono anche altre misure. In tutto il resto del territorio pavese e lombardo, le movimentazioni di suini sono vincolate all’esito favorevole di visite cliniche e campionamenti di materiale biologico. In merito al caso che si è verificato nel comune in provincia di Pavia, l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi ha dichiarato che “serve parlare chiaro perché le regole sono altrettanto chiare. Nessuna misura di contenimento può essere davvero efficace se, come si è verificato nel caso riscontrato lo scorso sabato a Zinasco, comportamenti irresponsabili e mancate comunicazioni alle autorità sanitarie impediscono un intervento tempestivo, rischiando di mettere in pericolo tutto il comparto suinicolo regionale”, spiega Sky Sport.

Il primo contagio risale allo scorso giugno, mentre il 19 agosto è stato scoperto in Lombardia un altro caso di positività alla peste suina. Il caso è stato riscontrato all’interno di un allevamento di suini a conduzione familiare a Montebello della Battaglia, provincia di Pavia. Qui sono allevati circa 160 animali ed è compreso anche un macello aziendale. Dopo un aumento del tasso di mortalità all’interno dell’allevamento, è partita un’indagine epidemiologica del Dipartimento Veterinario della ATS di Pavia, dell’Unità Operativa Veterinaria di Regione Lombardia e dell’Istituto Zooprofilattico. Ora sotto la lente di ingrandimento ci sono un allevatore e un veterinario.





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