Il ministro Piantedosi, a pochi giorni dall’inizio del Giubileo ha illustrato in una intervista rilasciata al quotidiano Il Tempo il suo piano per contrastare il rischio terrorismo, che resta molto alto, ma aumenta specialmente in occasioni di manifestazioni e celebrazioni come queste alle quali partecipano milioni di turisti e pellegrini da tutto il mondo. Per gestire l’ordine pubblico, saranno impiegate più di 700 unità aggiuntive di Polizia ogni giorno, inoltre il Ministro ha assicurato che, nonostante arrivino costantemente informazioni su possibili attentati a Roma, gli strumenti degli 007 sono stati finora capaci di intercettare i possibili soggetti pericolosi e molti di questi sono già stati espulsi.
Questo meccanismo comprende anche eventuali cellule isolate, come individui che hanno tentato di fare propaganda all’estremismo islamico sul web o sui canali social. A tale proposito Piantedosi sottolinea che la sicurezza parte anche dal minore afflusso di immigrati clandestini, che si è ridotto del 60% in un anno grazie ai provvedimenti del governo: “È un risultato frutto di un lavoro complesso,a partire dalle collaborazioni con i Paesi di transito e di origine“.
Piantedosi: “Andiamo avanti con i centri in Albania, dobbiamo solo risolvere alcune questioni giudiziarie e burocratiche”
Piantedosi nell’intervista ha parlato delle misure di sicurezza antiterrorismo, ma anche del contrasto all’immigrazione clandestina, toccando anche il tema dei centri in Albania che attualmente è un argomento che sta dividendo l’opinione pubblica. Il Ministro ha affermato che “Si tratta di una iniziativa di grande importanza“, tuttavia, aggiunge: “Ci sono ancora da completare alcuni step giudiziari e burocratici, si tratta solo di una questione di tempo“. Con una critica al report del Consiglio d’Europa nel quale si accusa l’Italia di violare i diritti umani e portare avanti una politica razzista, dice: “Abbiamo illustrato tutti i criteri di gestione dei Cpr, ma il report mi pare che abbia fatto un’analisi poco obiettiva e molto basata su una ideologia politica“.
Poi resta anche il problema delle espulsioni per le quali i tempi si allungano perchè non viene applicato dai giudici il decreto paesi sicuri: “bisogna essere consapevoli delle conseguenze di certe decisioni” dice, sottolineando che “Tre o quattro anni per decidere se tu puoi rimanere in Italia sono decisamente troppi“. Infine, una considerazione sulle numerose manifestazioni che ultimamente quasi ogni settimana riempiono le strade delle grandi città, e che Piantedosi avverte di non paragonare a quelle degli anni 70. Anche perchè ci sono alcuni aspetti da prendere con cautela, come ad esempio alcuni piccoli gruppi che incitano alla contrapposizione e creano scontri. Ma, conclude: “Bisogna trovare un punto di equilibrio tra l’esigenza di moderare i toni e la sacrosanta libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero“.