Piero Angela come sta dopo caduta?/ “A breve tolgo il gesso, l’importante è la testa”

Piero Angela come sta dopo caduta? “Settimana prossima mi tolgono il gesso, non riesco più a dormire nel letto, ma l’importante è la testa”

piero_angela_superquark_2017
Piero Angela, Viaggio nell'antica Roma

Sembra ormai vicino al pieno recupero Piero Angela, uno dei volti più amati dai telespettatori di casa Rai. Il presentatore della storica trasmissione “Superquark”, era caduto in casa qualche settimana fa, rompendosi il braccio sinistro, e riportando diverse contusioni all’avambraccio, al polso e alla spalle. Del resto non va dimenticato che il giornalista torinese compirà a breve 91 anni, e di conseguenza è molto facile subire delle complicazioni dopo una caduta a quell’età. “Come sto? Ho un po’ di problemi – ha raccontato lo stesso Angela intervistato dal programma di Radio Rai, I Lunatici – la settimana prossima mi tolgono il gesso, poi spero di recuperare in poco, anche se ci vorrà tempo. Sono cose lunghe e fastidiose – ha aggiunto – per fortuna a essersi rotto c’è il braccio sinistro, mi sono reso conto di quante cose non si possono fare senza un braccio”. Angela ha svelato di dormire su una poltrona reclinabile, non riuscendo ad alzarsi di notte dormendo su un letto normale.

PIERO ANGELA: “ALLA MORTE CI PENSO”

“Credo di aver superato tutti gli ostacoli – ha proseguito – la testa funziona. Mia sorella ha 92 anni e sta perfettamente, non ha nessun problema. Spero che la genetica sia quella, che ci aiuti. Quando si perde anche solo di poco la capacità di capire o di ragionare è terribile”. Ovviamente Piero Angela tiene la mente sempre in allenamento: “Il mio lavoro mi porta a scrivere, leggere, parlare. Devo sempre far di compito, sia scritto che orale. C’è sempre questa tensione, ci si mantiene in allenamento”. Alla soglia dei 91 anni, Piero Angela amette di interrogarsi sulla morte: “Da quando ho compiuto 90 anni me lo chiedono. La morte è una grande scocciatura. È una mancanza di vita. Noi moriamo ogni notte quando ci addormentiamo. La sofferenza, soprattutto fisica, ma anche psicologica, è la cosa che può turbare. Ognuno di noi si augura una buona morte”. Ma la speranza di Angela è che per lui possa mettersi in pratica una massima di Leonardo: “Penso sempre a un detto di Leonardo, ‘così come una buona giornata porta a un buon dormire, così una vita spesa bene porta a un buon morire’. Lui si è spento con questa visione. Una filosofia pacificante”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA