Piero Terracina è morto/ Mara Carfagna “Che il suo ricordo sia di benedizione”

- Silvana Palazzo

Piero Terracina, tra gli ultimi sopravvissuti di Auschwitz, morto a Roma all’età di 91 anni: il cordoglio di Mara Carfagna e non solo

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Piero Terracina con Luca Bergamo (Foto: LaPresse)

Sono tanti i messaggi di cordoglio in seguito alla scomparsa di Piero Terracina e che arrivano dal mondo della politica e non solo, via social. Tra i numerosi, citiamo quello di Virginia Raggi che su Twitter ha scritto: “Profondo dolore per la scomparsa di Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. @Roma si stringe ai suoi familiari e conferma l’impegno di trasmettere ai giovani la memoria dell’orrore nazifascista. Non dimenticheremo mai”. A commentare è anche il commissario Ue, Paolo Gentiloni, che ha commentato: “Ci ha lasciati Pietro #Terracina l’ultimo straordinario testimone della deportazione degli ebrei romani a Auschwitz. Ricordiamo chi ha aiutato a non dimenticare”. Anche Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, ha voluto dedicare un suo pensiero: “Il mio cuore è pieno anche di riconoscenza per il privilegio di avere ascoltato le sue parole e la sua testimonianza. Nonostante il male subito, Piero Terracina ha dedicato gran parte della sua vita a combattere per il bene dell’umanità e perché l’orrore non tornasse mai più. Che il suo ricordo sia di benedizione”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LILIANA SEGRE “ORA CHE NON C’È PIÙ MI SENTO ANCORA PIÙ SOLA”

Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti di Auschwitz, è morto all’età di 91 anni a Roma. L’ex deportato in occasione di un suo intervento all’Auditorium Paganini di Parma parlò della memoria, asserendo: “è quel filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro: ecco perché è necessario fare memoria del passato, perché quel passato non debba mai più ritornare”. Lo scorso dicembre il Consiglio comunale di Campobasso aveva deciso di conferirgli all’unanimità la cittadinanza onoraria, così come ad altri sopravvissuti alla Shoah. Tra loro c’era anche Liliana Segre che oggi ha voluto ricordare la “fratellanza silenziosa”, come ricorda Repubblica.it. “Tra noi non servivano parole. E ora che non c’è più mi sento ancora più sola”, si legge sul portale dell’ebraismo italiano, Moked, che accoglie oggi un ricordo da reduci. “Lui era stato nel Lager degli uomini e io in quelle delle donne ovviamente. Però ogni volta che ci siamo incontrati (…) sentivamo proprio una fratellanza, qualcosa che ci univa. Tra me e lui, come con tanti altri come noi, non c’era bisogno di parlare. Noi dovevamo parlare agli altri ma tra di noi non c’era bisogno di farlo”, dice la Segre ricordando Terracina. “La sua scomparsa mi colpisce molto”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CONTE: “PATRIMONIO PER FUTURE GENERAZIONI”

Grande cordoglio per la morte di Piero Terracina, tra ultimi sopravvissuti di Auschwitz. Dopo il capo dello Stato Mattarella, il premier Conte ha scritto su Twitter: «Primo Levi ammoniva di non togliere il segnalibro della memoria dalla pagina dell’Olocausto. Addio a Piero Terracina, la sua testimonianza su Auschwitz è memoria collettiva: un patrimonio che ora tocca a noi alimentare perché possa trasmettersi anche alle future generazioni». Così, invece, Matteo Salvini: «È importante tramandare la memoria e il sacrificio di chi sopravvisse ai lager, perché questi orrori non si ripetano mai più. Pronte le mozioni della Lega, in Parlamento a Roma e a Bruxelles, per condannare ogni forma di antisemitismo e di odio contro Israele, fenomeni purtroppo ancora oggi presenti nel mondo. A Bruxelles chiederemo inoltre di evitare ogni sanzione economica e boicottaggio nei confronti dei prodotti provenienti da Israele». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

PIERO TERRACINA, IL CORDOGLIO DEL PRESIDENTE MATTARELLA

Anche il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, ha detto la sua sulla morte di Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti all’olocausto nazista nei confronti del popolo ebraico. Il capo dello stato ha parlato così: “Testimone instancabile della memoria della Shoah”. Il numero uno della Repubblica ha quindi voluto fare le condoglianze “Ai suoi familiari e alla comunità ebraica di Roma sentimenti di vicinanza e di cordoglio”. Messaggio di cordoglio anche da parte del presidente della regione Lazio nonchè numero uno del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, che attraverso Facebook ha scritto: “Non ho parole per descrivere il dolore che mi provoca la sua scomparsa. Piero, lo ricordiamo sempre pronto a raccontare l’orrore di Auschwitz, sempre pronto a trasmettere ai giovani l’importanza della memoria”. Quindi Zingaretti ha concluso il suo intervento scrivendo: “Ti giuro con tutto me stesso che farò di tutto per non deluderti. Non abbasseremo mai la guardia, non faremo sconti e saremo rigorosi e intransigenti come lo sei stato tu. Un immenso abbraccio”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PIERO TERRACINA MORTO: ADDIO AD UNO DEGLI ULTIMI SOPRAVVISSUTI DELL’OLOCAUSTO

È morto Piero Terracina, tra gli ultimi sopravvissuti di Auschwitz Birkenau, il più grande campo di sterminio nazista. «La Comunità Ebraica di Roma piange la scomparsa di un baluardo della Memoria», scrive il presidente Ruth Dureghello. Oltre ad esprimere cordoglio, evidenzia cosa ha rappresentato il 91emme, cioè «il coraggio di voler ricordare, superando il dolore della sua famiglia sterminata e di quanto visto e subito nell’inferno di Auschwitz, affinché tutti conoscessero l’orrore dei campi di sterminio nazisti». Oggi dunque si piange la morte di un grande uomo, ma la Comunità Ebraica di Roma chiede di trasformare questo dolore «in forza di volontà per non permettere ai negazionisti di far risorgere l’odio antisemita». L’inferno dell’Olocausto per Piero Terracina cominciò la sera del 7 aprile 1944, la Pasqua ebraica, quando la famiglia dell’allora 15enne fu portata a Regina Coeli, poi nel campo di Fossoli, vicino Modena. Così iniziò il viaggio che li porterà ad Auschwitz.

PIERO TERRACINA MORTO: “L’INFERMO SI CHIAMA AUSCHWITZ”

Sfuggito al rastrellamento del ghetto di Roma, fu arrestato nel 1944. Fu l’unico della sua famiglia a tornare vivo dal campo di concentramento. A5506 è il numero che Piero Terracina ha portato sull’avambraccio destro, insieme ai ricordi incancellabili che decise di condividere in quanto testimone di quell’orrore, l’Olocausto. Infatti ha anche accompagnato studenti nei campi di sterminio. «I prigionieri non lavoravano, ma imparai come dovevo morire: vidi un ufficiale sparare un colpo in testa a un deportato che conoscevo. Fu la prima morte che vidi nella mia vita», raccontò Terracina, morto a Roma. Qualche anno fa alla platea dell’Auditorium Paganini di Parma, che lo accolse proprio per non dimenticare, disse: «All’Inferno ci sono stato, si chiama Auschwitz-Birkenau». L’ex deportato sul palco definì la Memoria «quel filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro: ecco perché è necessario fare memoria del passato, perché quel passato non debba mai più ritornare».



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