PIETRO GENOVESE A GIUDIZIO IMMEDIATO/ “Gaia e Camilla investite a 90 all’ora”

- Fabio Belli

Pietro Genovese a giudizio immediato. “Gaia e Camilla investite a 90 all’ora”, per le ragazze concorso di colpa per non aver attraversato sulle strisce.

Tragedia Ponte Milvio
(laPresse, 2019)
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Pietro Genovese, figlio del noto regista Paolo, dovrà rispondere di duplice omicidio stradale, andando direttamente al dibattimento in aula senza udienza preliminare. La procura ha chiesto infatti giudizio immediato per il 20enne che nella notte tra il 21 e il 22 dicembre scorso ha travolto e ucciso nei pressi di Corso Francia due ragazze di 16 anni, Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann. Le perizie hanno valutato il punto dell’attraversamento delle ragazze: alcuni testimoni hanno riferito di aver visto le giovani attraversare la strada sulle strisce pedonali, altre di averle viste scavalcare il guardrail, esponendosi a un pericolo poi rivelatosi fatali. Genovese, sopraggiungendo a una velocità che è stata rilevata sui 90 chilometri orari, non è riuscito ad evitare Gaia e Camilla, morte sul colpo al momento dell’investimentoFranco Coppi e Gianluca Tognozzi, avvocati difensori di Genovese che si trova agli arresti domiciliari dal 26 dicembre scorso, entro due settimane dovranno decidere la loro linea: il reato di omicidio stradale, considerando anche la duplice vittima in questo caso, pone di fronte al ragazzo un rischio dagli 8 ai 16 anni di reclusione.

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DINAMICA DA ACCERTARE

Per Pietro Genovese c’è anche l’aggravante di essere risultato positivo all’alcol test. Non sarà invece tenuta in considerazione la positività a sostanze stupefacenti, visto che non c’è stato modo di dimostrare, al contrario dell’alcol, che il giovane le avesse assunte proprio quella sera, pur essendone emerse tracce dagli esami. C’è però un concorso di colpa anche da parte di Gaia e Camilla: da accertare la dinamica che vedrebbe le due ragazze aver attraversato fuori dalle strisce, col semaforo pedonale per giunta rosso in quel momento, a circa cinquanta metri dal punto dell’impatto. Di fatto la richiesta firmata dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e dal pubblico ministero Roberto Felici, evidenzia questa manchevolezza da parte di Gaia e Camilla, il che potrebbe alleggerire ma non certo stralciare la posizione di Genovese, comunque fuori dai limiti di velocità in quel tratto di strada e positivo all’alcol test da neopatentato (dunque il limite sarebbe stato in ogni caso 0 con il divieto di assumere qualsiasi tipo di sostanza alcolica).

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