Pino Strabioli: “Pino Daniele mi insegnò che tutto è possibile”/ “Mi prese con sé e…”

- Alessandro Nidi

Pino Strabioli ha parlato dei grandi incontri della sua carriera: da Pino Daniele a Gigi Proietti, da Gabriella Ferri a Nilla Pizzi

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Pino Strabioli (L'Ora Solare, 2021)

Pino Strabioli è stato ospite nella giornata di oggi, giovedì 28 ottobre 2021, della trasmissione “L’Ora Solare”, in onda su Tv 2000 e condotta da Paola Saluzzi. Immancabilmente, nel corso della chiacchierata è stato sfogliato il libro dei suoi ricordi, a partire da Gigi Proietti, il quale “è stato l’ultimo dei grandi capocomici. Era un uomo coltissimo, ha incarnato il vero senso del teatro popolare, riempiendolo e facendo divertire, sognare ed emozionare, insegnando tanto a tante generazioni”.

Poi, prima di parlare degli incontri professionali avvenuti nella sua carriera, Strabioli ha ricordato la figura della madre: “Mia mamma era vera, semplice, mi ha insegnato i confini, i limiti entro i quali muoversi. Lei non amava il lusso, lo spreco. Mi ha insegnato la misura, che è una cosa che io coltivo. Quando me la dimentico, ritorno subito a questo insegnamento materno. Lei mi ha insegnato la misura e il rispetto”. A lei piaceva molto un’artista, di nome Gabriella Ferri, che Strabioli ha conosciuto… bussando alla sua porta.

PINO STRABIOLI: “I MIEI INCONTRI CON GLI ARTISTI”

Gabriella Ferri per Pino Strabioli è stata un vero “regalo. Sono andato un giorno a casa sua, in quanto mediante un’amica avevo scoperto l’indirizzo di residenza . Ho bussato, lei mi ha aperto. Curiosamente, avevo delle bretelle, che in romanesco si chiamano straccali, e lei mi disse: ‘Che vuoi da me?’. Stava mangiando tonno e fagioli: le dissi che volevo conoscerla e lei mi accolse nel suo salotto. Ha riconosciuto una mia urgenza, una mia verità. Io volevo solo scoprirla, testarne l’esistenza. Forse facevo tenerezza”.

Poi, dopo aver parlato di Nilla Pizzi e di Arisa (“Dolcissima, profonda, tormentata, complicata: mi piace moltissimo”), un pensiero speciale è stato dedicato a Pino Daniele: “Quando ero ragazzino, lui tenne un concerto ai giardini comunali di Orvieto, ma io non avevo i soldi per il biglietto. Lo aspettai fuori e glielo dissi chiaramente. Lui mi mise una mano sulla spalla e mi fece entrare insieme a lui. Non l’ho mai più visto nella mia vita, ma mi ha fatto capire quel giorno che tutto è possibile”.

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