Pippo Baudo/ “Conte furbissimo, nessuno l’ha eletto ma comanda, io democristiano doc”

- Davide Giancristofaro Alberti

Pippo Baudo parla del prossimo festival di Sanremo “Giusto il bis Amadeus-Fiorello”, ma anche di politica, a cominciare dal premier Conte

Pippo Baudo
Pippo Baudo (LaPresse, 2019)

Il grande Pippo Baudo, fra i conduttori tv più amati di sempre, è diventato direttore di rete per un giorno, alla guida di Rai Storia (Canale 54). Dagli amici Gassman, Sordi e Sandra Mondaini, passando per l’opera, e arrivando fino alle tante domeniche in tv, Baudo ha scelto il proprio palinsesto per il canale della televisione pubblica. Ma guai a pensare che si tratti di un lavoro fisso: «Per carità – mette subito le mani avanti il Pippo nazionale, intervistato dal Corriere della Sera – è un divertimento una tantum, è stimolante avere la possibilità di fare l’impaginazione giornaliera di una rete dalle 9 di mattina a mezzanotte: devi pensare al gusto della gente e al tuo, e coniugare un’offerta originale». Nella chiacchierata con il quotidiano nazionale si è parlato anche del prossimo Festival di Sanremo che sarà affidato nuovamente al duo Amadeus-Fiorello dopo lo straordinario successo dell’edizione 2020.

PIPPO BAUDO: “GIUSTO AFFIDARE SANREMO ANCORA AD AMEDEUS E FIORELLO”

Secondo Baudo è giusto fare il bis: «Indubbiamente sì, dopo il successo dell’ anno scorso sarebbe stata una pazzia cambiare. Amadeus è molto bravo, ormai ha acquisito una disinvoltura e una scioltezza straordinarie. Tra l’altro oggi è più difficile fare il Festival: una volta c’ erano tante belle canzoni, io avevo l’ imbarazzo della scelta, sentivo per 9 mesi pezzi uno più bello dell’ altro. E poi venivano i grandi ospiti stranieri: Madonna, Whitney Houston, Springsteen, Sharon Stone…». Fra gli argomenti trattati anche la politica, a cominciare dal “collega” Giuseppe Conte: «È furbissimo – commenta Baudo – non è stato eletto da nessuno ma comanda e se li porta tutti a spasso che è un piacere. Da collega, visto che sono laureato pure io in Giurisprudenza, lo trovo un furbissimo avvocato di provincia». Baudo si considera ancora un “democristiano doc”, ma quando il giornalista del Corriere gli fa notare che la Dc non esiste più, il conduttore tv ribatte: «Io penso che la Democrazia Cristiana sia la grande assente della politica, se ci fosse un vero leader di una Dc rinnovata avrebbe una grande possibilità di governare. Oggi la politica è molto confusa».



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