Platinette contro realtà LGBT/ “Un’overdose. Non si fa più niente senza di loro”

- Paola Stigliano

Platinette si esprime sulla posizione della realtà LGBT nella società attuale, con particolare riferimento all’esposizione mediatica di cui godono i membri della comunità.

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Alda D'Eusanio, Maria Monse', Roberto D'Agostino, Cecchi Paone, Platinette, Alba Parietti.

Quello di Platinette è un discorso che si presta a differenti interpretazioni, tuttavia è evidente il tentativo di far riflettere sul tema: “trovo che la lamentela continua delle associazioni Lgbt abbia poca ragione d’ essere” incalza Platinette nel corso dell’intervista rilasciata a Maurizio Caverzan per “La Verità. “Non si fa un film o un talent o un reality show senza una travestita o due omosex che litigano. Un’ overdose. Un nuovo conformismo” sostiene. In precedenza aveva già espresso la medesima opinione, sottolineando come “una persona non vale perché ha una tendenza sessuale piuttosto che un’altra, ma perché è una persona”. Le parole riferite al pubblico di Io e Te, condotto da Pierluigi Diaco, vogliono riferirsi a quello che Platinette definisce come un eccesso di visibilità. Infatti, evidenza che “la visibilità degli omosessuali non è mai stata così alta come in questo momento e, a volte, se posso, fin troppo”. Inoltre, trova che l’argomento venga trattato con eccessiva serietà, anche dai membri stessi dalla comunità Lgbt: “se dissenti sul Gay pride non hai cittadinanza. Eppure le conquiste sono state fatte, ci si può un po’ prendere in giro”.

Platinette sulla famiglia tradizione e le unioni civili

Tra le conquiste a cui Platinette si riferisce, vi è sicuramente quella delle unioni civili, che consentono anche alle persone dello stesso sesso di unirsi in matrimonio. Quando le viene chiesto quanto si impegnerebbe, da 1 a 10, nell’ambito delle unioni civili risponde 4. Di fronte a Diaco, aveva spiegato il perché: “può darsi che io abbia un’opinione su qualcosa, ad esempio le unioni civili che io non farei mai nella vita. Ma non perché la reputi una sconvenienza, ma perché non credo a questo tipo di necessità data dai documenti e da tutto il resto”. Argomento correlato è quella della famiglia tradizionale, che percepisce come un tema particolarmente sentito in Italia, anzi fin troppo: “in Italia se non sei famiglia, compresa quella omosessuale, non sei niente. Non ce l’ ho con chi si unisce civilmente, il rapporto codificato dalle leggi mi fa piacere. Ma così si uccide la singolarità, io sono famiglia di me stesso” si pronuncia così sulla famiglia. E poi aggiunge che “con certi amici tradizionali o anche omosex mi annoio a morte” perché “parlano di figli, di carriere a Londra, portano una cena normale come prova di solidità del rapporto”.

Platinette sulla possibilità di avere bambini e Bibbiano

La scelta di Tiziano Ferro riguardo all’avere un figlio ha fatto molto discutere. Non manca la frecciatina di Platinette, che quando deve rispondere alla domanda sulla sua approvazione della step child adoption non gliele manda a dire: “zero, senza incertezze. Tiziano Ferro se ne faccia una ragione”. Ritiene inammissibile anche la possibilità dell’utero in affitto: “è una forma orribile di sfruttamento delle donne” e propone anche un paragone. “Ti presto il mio forno per cuocere le tigelle e poi le mangi tu”. Altra questione di attualità su cui si discute parecchio riguarda le adozioni fantasma di Bibbiano, caso delicato su cui ancora ci sono parecchi dubbi e su cui non ci si può esprimere definitivamente: “non mi ha preso emotivamente, anche se mi rendo conto. Ciò che mi colpisce è che questi fatti avvengano a Reggio Emilia, città di partigiani e comunisti, governata a lungo da Graziano Del rio. Allora è vero che i comunisti mangiano i bambini”, conclude ironicamente.



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