RAI E POLITICA/ La mossa pro-M5s di Freccero che va contro le idee di Grillo

- Maestro Yoda

Su Rai 2 è andata in onda la trasmissione C’è Grillo. L’idea di Carlo Freccero ha sollevato la protesta del Pd, ma non è stata compresa fino in fondo

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Beppe Grillo (Lapresse)

Giorno dopo giorno si dipana sotto gli occhi sempre più distratti di spettatori senza memoria la nuova tv di Carlo Freccero, dipinto come un genio innovatore. Qualifica che gli viene attribuita da adulatori che ritengono tali anche Olivero Toscani e Giovanni Allevi, motivo per cui il vostro vecchio Yoda si tranquillizza e si considera appagato del giudizio che ha sempre dato: Freccero è solo un ottimo palinsestista, vale a dire uno che sa muoversi tra gli orari e i giorni delle programmazioni tv per fare in modo che la rete di cui si occupa si ritagli più audience possibile, compatibilmente con le risorse e a disposizione. Il suo genio consiste piuttosto nel sapersi fare intervistare dai vari Otto e mezzo, Tv Talk, TG3 eccetera, come re dei massmediologi. E sempre con questa aspirazione a cercare di “épater les bourgeois“, che è poi la cifra dei conduttori di questi contenitori.

Yoda vi ha già riferito che Freccero intende divertirsi al massimo, dato che ha a disposizione un solo anno di lavoro alla guida di Raidue e per di più non remunerato. Ora ci stiamo accorgendo che per lui il divertimento consiste nello sfruttare al massimo le sue doti di palinsestista, spendendo poco e accontentando nel contempo i suoi danti causa, i 5 Stelle, per definizione del tutto in linea con la sua cultura movimentista. Così cosa ti inventa? Riutilizzare, rimontandoli un po’, gli ottimi giacimenti contenuti nelle Teche della Rai: poca spesa, molta resa. Poiché tra i grandi dell’intrattenimento c’è anche Grillo… voilà: ecco pronta una bella trasmissione (“C’è Grillo”) con le vecchie performance del comico diventato capopartito, e che in alcuni spettacoli già adombrava le sue critiche al sistema. Così Freccero potrà promuovere immagine e idee del leader politico più votato senza che nessuno possa dire nulla.

E se dice qualcosa, come fa Anzaldi (Pd) della Commissione di Vigilanza Rai, si ricopre di ridicolo lamentandosi di un compenso in diritti di 30 o 50.000 euro, cifra enormemente inferiore al valore delle audience che questo tipo di programmi amarcord saranno capaci di raccogliere. Naturalmente nessuno ricorda che proprio Grillo si sia lanciato in passato in intemerate contro questo modo di fare tv… leggete qua, da un intervento sul suo blog ripescato in rete: “Si vede un video come un oggetto immutabile, come un libro, ospitato in una biblioteca pronta per essere vista. Ma non è il futuro. In futuro il video potrebbe divenire una forma di dati, un flusso che può essere manipolato per adattarsi al contesto in cui viene consegnato: il dispositivo, la posizione o il singolo utente“.

Altro terreno su cui il sedicente genio si muove bene è la ricerca dello scandalo o almeno delle discussioni su social e giornali, come ha fatto in occasione della messa in onda della copia restaurata di Ultimo tango a Parigi. Di film osé, trucidi o violenti la Rai ne ha molti in magazzino, basta ricordarsi quelli che Freccero amava programmare su Rai4. Quindi di esche per fare abboccare i pesci come Anzaldi Freccero ne ha molte nella sua bisaccia. Se poi volessimo tentare di fare un’analisi un po’ più sociologica, potremmo scoprire che tutti gli artisti ripescati (Celentano, Funari, De André…) avevano una chiara vena antisistema, populista o qualunquista.  Quindi un bel modo per promuovere con contenuti di ieri la cultura grillina di oggi, utilizzando con poca spesa i vecchi spaghi e i vecchi turaccioli conservati nel cassetto delle Teche Rai.

Altra osservazione che Yoda si sente di fare è che la bussola di Freccero non è certamente il Servizio Pubblico, ma l’audience, la notorietà, il rumore mediatico, e la promozione del populismo,  cosa che lui ritiene addirittura una battaglia culturale. Peccato che poi ci porti a una drammatica situazione di malgoverno che l’imprenditore/scrittore Alberto Forchielli ha brutalmente definito da Lilli Gruber: “Scimmie al volante”. È ovvio che in mezzo alle scimmie Freccero si trovi bene, purché lui possa fare l’Orango cui tutto è permesso.

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