TIZIANO RENZI AI DOMICILIARI: “LA VERITÀ VERRÀ FUORI”/ Martina: “Dubbi su tempistica”

- Niccolò Magnani

Matteo Renzi in difesa dei genitori dopo l’arresto: “colpiscano me”. Il padre Tiziano si difende su Facebook, le parole di Martina e Calenda.

Matteo Renzi e il padre Tiziano
Tiziano e Matteo Renzi (LaPresse, 2019)

«Dubbi su dinamica e tempistica»: così il candidato alla segreteria Pd Maurizio Martina sull’arresto ai domiciliari dei genitori di Matteo Renzi. Intervenuto a Radio Anch’io, l’ex ministro ha commentato: «Bisogna ribadire la fiducia e la stima nella giustizia – precisa Martina – Esprimo solidarietà e vicinanza a Renzi, la sua è stata la reazione di un figlio per ciò che accade ai propri genitori». Queste, invece, le parole di Carlo Calenda ai microfoni di Repubblica: «Renzi va difeso, ne comprendo l’amarezza e ne condivido lo sfogo. Non solo le colpe dei genitori non ricadono sui figli, ma anche in altre inchieste che li hanno riguardati, le accuse si sono rivelate bolle di sapone o peggio. Accanimento nei suoi confronti? Non ho gli elementi per giudicare. Ma certo gli arresti domiciliari appaiono un provvedimento molto severo. Però ancora una volta non si tratta di nulla che riguardi Renzi». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

IL COMMENTO DELL’EX MAGISTRATO NORDIO

«La giustizia boomberang che distrugge la politica», così si intitola l’editoriale dell’ex magistrato Carlo Nordio su Il Messaggero e non risparmia accuse alla giustizia. Dopo aver affrontato il caso Diciotti che ha coinvolto il ministro Salvini, Nordio si è soffermato sui domiciliari comminati ai genitori di Matteo Renzi: «Provvedimento discutibile, perché una custodia cautelare a carico di due settantenni incensurati, per fatti avvenuti anni addietro, emessa quattro mesi dopo la richiesta del pubblico ministero, lascia assai perplessi». E aggiunge: «In questa oscillazione di garantismi a senso unico e di confusione dei ruoli, la politica ha perso un’ ottima occasione per affrancarsi dalla pesante ipoteca costituita dalle indagini giudiziarie, che da vent’anni la condiziona e talvolta la umilia. Il rifiuto di processare Salvini va infatti ben oltre la persona del ministro e dei componenti del governo. Sarebbe il primo passo per affermare la preminenza della politica sulla giurisdizione, quando è la stessa Costituzione a riconoscere questa necessità. Mentre questo incoraggiante indizio si è dissolto davanti ai cartelli dei democratici e al gesto manettaro del senatore Giarrusso, che agendo d’istinto ha rivelato quell’aspirazione giustizialista che per un attimo era sembrata sopita». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

TIZIANO RENZI ROMPE IL SILENZIO

Rompe il silenzio e lo fa su Facebook dopo due giorni in cui la sua famiglia è stata sulle prime pagine di tutti i quotidiani: Tiziano Renzi attacca, esattamente come il figlio nelle scorse ore, contro chi ha già deciso i condannati e le condanne e continua a compiere processi mediatici senza ancora alcuna prova comprovata. «Io affronterò il processo nelle aule dei tribunali da cittadino massacrato preventivamente sui media, ma da cittadino incensurato che rivendica con forza la propria innocenza», scrive Tiziano Renzi commentando l’inchiesta che lo vede agli arresti domiciliari assieme alla moglie Laura. La difesa è su tutti i fronti in merito alle accuse finora ricevute: «Non abbiamo mai emesso fatture false, non siamo amministratori di fatto, non abbiamo fatto bancarotta, non abbiamo lavoratori in nero». Il padre di Renzi poi spiega di aver scelto la via dei social per provare a rispondere a tutti, tanti, che gli hanno scritto le peggio cose (ma anche per ringraziare chi ha espresso vicinanza e solidarietà): «Non auguro a nessuno – nemmeno al mio peggiore nemico – di vivere mai ciò che la Lalla e io stiamo vivendo. Tuttavia ci prepariamo a una lunga vicenda giudiziaria consapevoli di un fatto: la verità prima o poi verrà fuori […] Il massacro mediatico di questi giorni è incredibile. Ed è un incubo non potersi difendere. Vorrei urlare il mio sdegno e invece sono chiuso in casa come un criminale. Posso solo dire questo: aspettate il processo. E vedrete».

L’EX PREMIER “SE LA PRENDANO CON ME”

In un colloquio col Corriere della Sera, Matteo Renzi torna ancora sull’arresto (ai domiciliari) dei suoi genitori, Tiziano e Laura Bovoli, e riaccende la sfida come del resto già annunciato nella lunga Enews dell’altro ieri: «Vorrebbero giudicarci tutti nelle piazze populiste e aspettare un mio fallo di reazione. C’è una tale campagna di odio contro di me… Lo sanno anche i sassi dove vogliono andare a parare. Però è da vigliacchi mettere in mezzo la mia famiglia. Se la prendessero con me, avessero questo coraggio. Io sto qui, non mi muovo e non ho paura», attacca l’ex premier ai colleghi del CorSera. «Hanno messo al gabbio mia madre, di più non potevano fare. Ora loro hanno finito e inizio io», attacca un irato ex segretario Pd, «Se anche i miei venissero condannati, e così non sarà, riceverebbero comunque una pena meno pesante dell’arresto, così dicono gli avvocati. E quindi perché metterli ai domiciliari? Solo per lo spettacolo mediatico». Secondo Renzi, come del resto già aveva detto anni fa dopo l’esplosione del caso Consip, «tutta questa storia si rivelerà un boomerang. Anche se in tanti cercano parole di consolazione, io conosco la verità che nessuno vuole dire. Se non avessi fatto politica, oggi i miei genitori non subirebbero questo».

LE NOVITÀ SULL’ARRESTO DEI GENITORI RENZI

Matteo Renzi la colpa continua a darsela – «Se loro sono in questa situazione umiliante è colpa del mio impegno politico di questi anni» – anche se diversi detrattori ribaltano la questione spiegando di come Tiziano Renzi e consorte, proprio “approfittando” dell’impegno politico del figlio, abbiano tentato di condurre i propri affari non propriamente legali. I giudici e le indagini stabiliranno la verità, anche se di certo il roboante arresto avvenuto lo stesso giorno del voto online del M5s sul caso Diciotti-Salvini ha avuto effetti devastanti anche sul fronte politico. Secondo le nuove accuse emerse dalle carte giudiziarie (pubblicate anche da Tg Com24, ndr) i pm ritengono che Laura Bovoli e Tiziano Renzi «avrebbero fatto sparire qualsiasi documentazione societaria delle cooperative fallite per nascondere i mancati versamenti delle imposte e le fatture per operazioni inesistenti». Non solo, secondo le carte dell’inchiesta, il modus operandi dei signori Renzi sarebbe stato atto ad agevolare le loro società di famiglia «che potevano “attingere” dalle cooperative della manodopera necessaria senza gravarsi di oneri previdenziali ed erariali». Lunedì prossimo, è notizia di questa mattina, i genitori di Matteo Renzi saranno convocati per l’interrogatorio davanti al Gip.

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