DALLA CINA/ Lao Xi: la partita di Salvini con Putin (e Trump) fa perdere la Lega

- Lao Xi

Anche la stampa Usa ha parlato del presunto finanziamento di Putin alla Lega. Ma Washington non intende lasciare l’Ue a Mosca

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Donald Trump e Vladimir Putin (LaPresse)

Anche se scriviamo con le urne delle elezioni sarde non ancora chiuse, il risultato è già chiaro per la coalizione di governo. Il M5s perde e la Lega si rafforza.

Ma questo era noto. La Lega del resto pare organizzata per una marcia trionfale fino al voto alle europee di fine maggio, quando si vedrà se riuscirà a sfondare il muro del 40% e quindi se potrebbe domani correre da sola, senza la palla al piede di Forza Italia.

Fin qui tutto è noto. Oltre, però, è il buio pesto, perché tempeste enormi si stanno addensando sulla testa del capo della Lega Matteo Salvini.

La stampa americana ha ripreso le accuse apparse sulla stampa italiana di rapporti insani tra Salvini e il presidente russo Vladimir Putin.

Secondo le accuse Putin avrebbe dato tre milioni di euro a Salvini attraverso una partita di giro di diesel allo scopo di minare l’Unione Europea alle prossime elezioni. Il rafforzamento politico della Ue è la vera grande preoccupazione politica di Mosca al momento.

Tre milioni non sono una cifra enorme, ma nemmeno minuscola, visto che la Lega rischiava la bancarotta per dover restituire 49 milioni di contributi spariti. Ma soprattutto queste accuse aprono un fronte delicatissimo per Salvini, e su questo il leader della Lega è del tutto scoperto.

I rapporti di affari con Putin portarono alla fine politica di Silvio Berlusconi, e il sospetto di rapporti con Putin sta mettendo in difficoltà, più di ogni altra cosa, lo stesso presidente americano Donald Trump.

La Ue fino a ieri era un importante strumento di politica strategica occidentale, allargata ai paesi dell’impero ex sovietico dopo il crollo del muro, proprio come argine contro Mosca. Oggi l’America è distratta da sue questioni interne e dalla controversia con la Cina, ma difficile che lasci la Ue a sfasciarsi con un complotto ordito da Mosca.

Difficile anche che Francia e Germania, impegnate in un delicato equilibrismo con la Russia, possano accettare di avere alle spalle una Roma filorussa.

Naturalmente l’Italia può cambiare allineamenti internazionali, ma questo è molto più delicato e importante dei conti economici (che poi alla fine in modo o nell’altro si aggiustano). La politica internazionale è il terreno di scontri veri e guerre.

Fin quando sono gli M5s che giocano a minacciare la Francia, allearsi con Maduro e abbracciare la Cina, si sa, alla fine non conta. Sono stupidaggini fatte da persone senza sostanza che semplicemente non sanno quello che dicono. Ma Salvini si fa passare per essere più serio, per cui le sue relazioni russe pericolose sono su un altro piano.

Salvini allora deve costruirsi nuove relazioni internazionali e farlo molto in fretta, perché se semplicemente continua ad andare avanti come prima va a uno scontro non solo con il resto dell’Europa ma anche con l’America. Un italiano su tre oggi tifa per Salvini, ma forse meno di un italiano su dieci vuole lasciare il rapporto con l’America per abbracciare la Russia.

Da domani forse è questa la sfida vera di Salvini, non solo i voti per le europee.

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