Droga, ddl Lega per aumentare le pene/ “Addio modica quantità”: Salvini sfida M5s

- Niccolò Magnani

Droga, “abolire la modica quantità”: ddl Lega per inasprire le pene contro spacciatori dopo il caso Recanati. Salvini “sfida” M5s e Parlamento sui numeri

Romeo, Salvini e Molinari
Romeo, Salvini e Molinari: la Lega alla Camera (LaPresse, 2019)

Il caso di Recanati ha fatto “segno” nella Lega che ieri alla Camera ha presentato la nuova proposta di legge sul tema della droga, con nuove norme contro chi spaccia e resta purtroppo spesso impunito: il ddl presentato da Matteo Salvini e i due capigruppo Romeo e Molinari (qui il commento e focus sulla proposta) è ancora una bozza ma intende annullare la “modica quantità” per poter così aumentare le pene detentive di chi spaccia nelle strade di tutta Italia. Il caso della coppia di Porto Recenati uccisi da un 34enne con precedenti per droga, risultato positivo all’alcoltest, alle sostanze stupefacenti e tra l’altro alla guida senza assicurazione, ha sconvolto l’opinione pubblica e su questo Salvini “spinge” per provare ad approvare un nuovo Ddl che da tempo la Lega propone ma si scontra inevitabilmente con i pochi “numeri” in Parlamento per poterla approvare. È un tema certamente divisivo quello sulla droga, sapendo inoltre che il M5s è storicamente più affine a Radicali e Sinistra estrema riguardo alla liberalizzazione della droga leggera: la proposta opposta, ovvero quella di annullare la “modica quantità” prevede il raddoppio delle pene per chi spaccia sostanze stupefacenti pene detentive (carcere per chi spaccia, da minimo di 3 a massimo di 6 anni) e multe salatissime (dai 50mila ai 300mila euro).

SALVINI E I NUMERI CHE MANCANO IN PARLAMENTO

«Mi domando che cosa devi fare in Italia per rimanere in galera. Il tossico che ha investito il papà e la mamma di Recanati era coinvolto in un reato per 225 chili di droga e sto stronzo era a spasso. Non è possibile», ha spiegato ieri Salvini nel presentare alla Camera il ddl sulla droga. Il Ministro ha poi aggiunto che non vi è alcun intento punitivo per i consumatori che rientrerebbero nelle “conseguenze” dell’inasprimento di pena per chi procura la droga e le sostanze stupefacenti: «Lì c’è mamma e papà, la scuola, gli amici, non mi interessa entrare nelle aule di scuola. A me interessa togliere dalle strade chi spaccia: poi quello che fa ognuno non mi interessa. I venditori di morte li voglio veder scomparire dalla faccia della terra». Di contro però i grillini (e con loro parte del Pd e tutta l’ala radicale-sinistra del Parlamento) intendono proseguire la loro proposta di liberalizzazione di cannabis e derivati: «Sono contento che il ministro dell’interno voglia combattere le narcomafie ed è proprio per questo motivo che va consentito a chi vuole di piantare poche piante di Cannabis a casa propria. In questo modo si tolgono 5 milioni di persone dalle grinfie degli spacciatori», spiega alla Stampa Mattia Mantero, deputato M5s autore del progetto di legge grillino. Solo Forza Italia e Fratelli d’Italia assieme alla Lega in Parlamento non possono avere i numeri – ad oggi – per approvare il ddl sulle droghe e per questo Salvini prova a “convincere” il Pd dell’assoluta necessità di un inasprimento di pene per chi viene trovato a spacciare per le strade (e non solo) del nostro Paese. La sfida è lanciata ma non sarà facile, con lo stesso Salvini costretto ad ammettere ieri alla Camera come «vi sono sensibilità diverse su questi temi, ma si tratta di salvare vite, di togliere dalle strade persone che sono bombe umane».



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