Poste Italiane, sciopero oggi 3 giugno/ Manifestazione a Roma: servizi a rischio

- Emanuela Longo

Sciopero Poste Italiane oggi 3 giugno: i lavoratori si riuniscono a Roma in occasione di una manifestazione davanti alla sede dell’Azienda

Poste Italiane
Poste Italiane, sciopero oggi (LaPresse, 2018)

Sciopero Poste Italiane in programma per oggi, lunedì 3 giugno 2019. Il nuovo mese appena iniziato si apre con una protesta da parte dei lavoratori della società che si occupa della gestione postale in Italia e per questo esordio di settimana i sindacati della Base dei lavoratori di Poste Italiane (Cobas Poste, Slg-Cub Poste, SI Cobas Poste, Cub Poste) hanno proclamato proprio per la giornata odierna uno sciopero nazionale. La protesta dei dipendenti avrà una durata di 24 ore, come spiega ampiamente Gazzetta d’Alba nell’edizione online e vedrà un presidio a Roma con manifestazione dalle ore 11 proprio davanti alla sede nazionale dell’Azienda in Viale Roma. Il motivo centrale dello sciopero ha a che fare con i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni e nel dettaglio con la chiusura degli uffici e l’introduzione del recapito a giorni alterni. Per i sindacati si tratta di “una scelta speculativa, fondata sul taglio del 50% del personale, a cominciare dai portalettere”. In seguito allo sciopero, chiaramente i servizi e gli sportelli aperti agli utenti saranno a rischio in quanto sembra essere elevata l’adesione all’astensione dal lavoro proclamata dalle varie sigle.

SCIOPERO POSTE ITALIANE: LE MOTIVAZIONI

Alla base dello sciopero dei lavoratori di Poste Italiane, ci sarebbe proprio la gestione e la riorganizzazione aziendale. In una nota diffusa dalle sigle promotrici della protesta organizzata e ripresa anche da IconaNews.it si legge: “l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, spinge Poste sempre più verso la digitalizzazione, per usufruire degli incentivi di industria 4.0 (Rivoluzione digitale), e sostituire lavoro morto (macchine) con lavoro vivo (persone)”. Proprio le macchine “dovrebbero servire per agevolare le collettività e migliorare la qualità della vita di lavoratori e cittadini. Lavorare meno e lavorare tutti senza riduzione di salario”. Insomma, i motivi dietro la protesta sembrano molteplici e per nulla banali. I lavoratori delle Poste hanno cercato di avere dalla loro parte anche gli utenti ed a tal fine i sindacati hanno inviato una lettera ai sindaci italiani “per invitarli a condividere questa mobilitazione e, perciò, a non restare passivi”.



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