Pregliasco/ “3a dose per tutti? Dipende come andrà l’inverno, per ora solo fragili”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il professor Fabrizio Pregliasco ha fatto il punto sulla vaccinazione anti covid in collegamento con Detto Da Voi su Telelombardia: le sue parole

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Pregliasco a Detto da Voi

Il professor Pregliasco è stato intervistato stamane dal programma di Telelombardia, in diretta televisiva, Detto Da voi. Si è parlato del vaccino e a riguardo il membro della task force anti covid della Lombardia ha spiegato: “Il vaccino sta dimostrando un’efficacia macroscopica, non è uno schermo al 100%, alcuni si infettano ma comunque non si infettano in maniera rilevante, soprattutto si sta vedendo una protezione dalle forme più gravi. Da qui l’interesse di tutte le istituzioni ad avere i vaccini e far si che i propri cittadini si vaccinino”.

“I vaccini non sono caramelle – ha proseguito Pregliasco – hanno elementi avversi, ma non è facile avere una condivisione totale come sarebbe auspicabile, per quest’azione che serve a se stessa, ai parenti e alla comunità. Tutti gli argomenti sul covid sono stati vissuti con un’intensità spaventosa, con una grande enfasi e un coinvolgimento politico, necessità d interventi con opinioni diverse, ancora oggi non abbiamo un manuale della gestione della pandemia, quindi ogni nazione cerca con buon senso di trovarlo. Il vaccino protegge – ha continuato il professore – ha fatto vedere come ci aspettavamo un calo della protezione, ce lo aspettavamo perchè di covid ci si può riammalare, quindi la vaccinazione necessita di una spintarella, un aumento di risposta”.

PREGLIASCO: “NOI VIROLOGI NON SIAMO TUTTI IN DISACCORDO”

Quindi Pregliasco ha spiegato come funziona/funzionerà la somministrazione della terza dose: “Per i soggetti trapiantati, fragili e imunodepressi, si tratta di una terza dose, mentre per gli altri sarà una dosa di richiamo a sei mesi dall’ultima vaccinazione, e si farà per ospiti rsa, anziani, sanitari. la scelta sostanzialmente è di Pfizer e Moderna”. E ancora: “Sulla base di come andrà questo inverno, che potrebbe facilitare un altro colpo di coda, se sarà necessario bisognerà rivaccinare tutti, io penso che bisognerà vaccinare solo i fragili. ma vediamo, il covid ci ha insegnato che bisogna andare passo passo e valutare le info che ci arrivano. Dico terzo dose per immunodepressi, richiamo per i fragili e anziani e medici, quindi un eventuale richiamo per tutti gli altri in base all’andamento del covid”. Caterina Collovati, la conduttrice, ha quindi incalzato Pregliasco sul fatto che i virologi siano apparsi sempre divisi in questo mesi di pandemia: “No, non è vero, siamo stati messi in evidenza, e si è capito che la medicina va avanti per ipotesi, tentativi, errori, conferme e anche opinioni divergenti, che si basano sulle esperienze di ognuno”.

PREGLIASCO: “QUESTO VACCINO NON E’ SPERIMENTALE”

Su quando ne usciremo, Pregliasco spiega: “Siamo in una fase avanzata della pandemia e dobbiamo immaginarla come le onde causate da un sasso di uno stagno, le prime onde sono potenti, ora abbiamo delle ondulazioni e siamo in una situazione dove si va verso la normalità. Nel passato mandavamo i bimbi a scuola con la febbre infarcendoli di paracetamolo, in questa fase siamo nel mezzo fra un futuro, ovvero una convivenza con questa virus e la fase precedente. Vediamo cosa succederà nel futuro e se questa ondina non sarà pesante, allora potremo evitare la quarantena per i vaccinati e riaprire in modo più sereno. Al momento siamo in una fase di attesa visto che il virus continua a circolare nelle nazioni dove non si vaccina molto, e sono tante onde con tempistiche diverse”.

Quindi Pregliasco ha fatto chiarezza: “Il vaccino non è sperimentale, ha subito un percorso velocizzato ma nella parte burocratica, e poi ci sono 5 miliardi di dosi già somministrate che ci dimostrano un’efficacia di sicurezza”. Infine sulla notizia del vaccino Pfizer per la fascia di età 5-11 anni: “E’ da vedere, è una notizia da valutare, che ci porterà di avere questa opportunità che in questo momento ritengo necessaria. Nella scienza non c’è un’istantaneità ma causa effetto”.

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