Pregliasco: “Richiamo vaccino ogni anno? Tutto da valutare”/ “Temiamo l’inverno”

- Davide Giancristofaro Alberti

Fabrizio Pregliasco, professore del Galeazzi e membro della task force anti covid della Lombardia, in collegamento stamane con Mattino 5 di Canale 5

Il virologo Fabrizio Pregliasco
Il virologo Fabrizio Pregliasco (Foto LaPresse)

Il professor Fabrizio Pregliasco ha parlato stamane in diretta su Canale 5 a Mattino 5. Le prime parole sono state per le terze dosi, la cui somministrazione scatterà in massa quest’oggi dopo le prime inoculazioni di ieri in provincia di Rieti: “E’ stato precisato che si tratta per gli immunocompromessi – ha esordito Pregliasco in diretta televisiva – terza dose che già era stata suggerita da fare 28 giorni dopo la seconda, per dare una risposta importante”.

“Per il resto della popolazione – ha continuato Pregliasco – è previsto un richiamo a sei mesi dalla vaccinazione, quindi gli 80enni e gli operatori sanitari per primi, perchè si è visto un leggero calo, soprattutto per gli anziani. Questo è il target attuale su cui si basa la letteratura ad oggi. Una dose per tutti sarà da valutare ma sulla base dell’andamento di questa stagione invernale, in cui bisognerà continuare nell’attenzione in quanto temiamo un altro colpo di coda del virus”.

PREGLIASCO: “ORMAI VACCINIAMO SOLO CON PFIZER E MODERNA”

Sui dati di un’ultima ricerca che mostrano come Pfizer sarebbe un po’ meno ‘protettivo’ rispetto a Moderna: “C’è uno studio che lo dice – le parole di Pregliasco – ma è inutile entrare in queste competizioni, anche Astrazeneca è stato un po’ riabilitato ma ormai la vaccinazione per tutti sarà Mrna e abbiamo visto che con l’eterologa i risultati sono buoni, anzi, cambiando lo schema dei vaccini si ottiene un’ottima risposta”.

“Dovremo fare un richiamo ogni anno? E’ tutto da valutare – ha spioegato – in emergenza, la velocità e la quantità di persone che devono essere vaccinate è un’opportunità in termini di costi sanitari. Nel prossimo futuro spero possa bastare il residuo di protezione e vaccinare poi i più fragili con versioni aggiornate”.



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