Pressione alta è causa di demenza/ Studio americano scopre importante correlazione

La pressione alta può aumentare la possibilità di demenza: la scoperta di uno studio della Johns Hopkins University

pressione 2018 pixabay
Pressione alta, immagine di repertorio

Uno studio universitario ha scoperto un’importante correlazione fra la pressione alta e la demenza senile. Secondo quanto raccolto, come riportato dai colleghi dell’edizione online de Il Messaggero, valori anomali della pressione arteriosa durante la mezza età, possono aumentare sensibilmente la possibilità di sviluppare la malattia mentale che porta a frequenti perdite di memoria e a tutto ciò che ne consegue. Di conseguenza, mantenere una pressione sanguigna a livelli normali per tutta la vita aiuta a ridurre il rischio di perdere una parte importante delle funzioni cerebrali. Lo studio è stato realizzato dalla Johns Hopkins University e poi pubblicato sulla rivista scientifica Jama; i ricercatori hanno studiato 4.700 persone per ben 25 anni, scoprendo che chi aveva registrato valori di ipertensione arteriosa durante l’età di mezzo, nonché da anziani, aveva il 49% di possibilità di sviluppare la demenza senile, rispetto a coloro la cui pressione arteriosa era nella norma.

PRESSIONE ALTA È CAUSA DI DEMENZA

Il rischio aumentava al 62% fra coloro che avevano registrato ipertensione in mezza età, e una bassa pressione sanguigna in età più avanzata. Per capire meglio lo studio effettuato dai ricercatori dell’università americana gli studiosi hanno preso in considerazione come pressione alta qualsiasi misura superiore a 140/90 millimetri di mercurio (mmHg), mentre per pressione bassa quella inferiore 90/60 mmHg. Stando alle analisi effettuate, la demenza sarebbe associabile a livelli di ipertensione, e quando sopraggiunge, porterebbe ad un abbassamento della stessa pressione sanguigna, interrompendo il sistema nervoso autonomo del cervello. A sua volta l’irrigidimento delle arterie può abbassare la pressione sanguigna in età avanzata. Di norma l’ipertensione è genetica, ma può essere anche associata ad un insufficiente esercizio fisico nonché ad una cattiva alimentazione. Con il passare degli anni la “massima”, la pressione sistolica, aumenta, mentre la “minima”, la diastolica, diminuisce, a causa di un cambiamento significativo nella struttura dei vasi sanguigni.



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