Pretty Woman storia vera?/ Il retroscena sulla prima sceneggiatura del film

- Valerio Beck

Pretty Woman è senza dubbio tra le pellicole cult del cinema internazionale: non tutti però conoscono un particolare aneddoto riferito alla sceneggiatura.

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Pretty Woman, le “leggende” e teorie sulla storia che avrebbe ispirato il film scritto da J.F. Lawton

Sono certamente innumerevoli i film che entrano di diritto nell’albo dei grandi classici del cinema con annesse prestazioni magistrali di attori agli esordi, successivamente arrivati al successo. Un esempio eloquente è Pretty Woman; una pellicola che negli anni è stata quasi un manifesto generazionale, densa di messaggi e impreziosita dalle magistrali interpretazioni offerte da Julia Roberts e Richard Gere.

Pretty Woman nasce nel 1990 grazie ad un’idea di J.F. Lawton che mette la firma sia sul soggetto che sulla sceneggiatura. La regia è stata opera di Garry Marshall che ha scandito il racconto con il contributo di due mostri sacri del cinema internazionale: Julia Roberts e Richard Gere. Le proiezioni per il grande schermo hanno spesso abituato a rappresentazioni ispirate alla realtà, in maniera più o meno fedele; nel caso di Pretty Woman tale accezione è un quesito che da sempre aleggia tra social e mondo del web.

Pretty Woman, il finale alternativo “sfumato” per il fallimento della casa produttrice

Spulciando tra le leggende e dicerie presenti in rete, è possibile trovare testimonianze di chi credere che dietro alla sceneggiatura di Pretty Woman vi sia un’ambientazione e una storia reale. In realtà, le dinamiche rappresentate dalla pellicola e impartite dalla sceneggiatura sono frutto dell’immaginazione di J.F Lawton e non prendono spunto da alcun accadimento reale. Piuttosto, un retroscena poco noto riguarda la “vera” sceneggiatura che avrebbe dovuto impreziosire il film, al netto di un titolo diverso da quello che è diventato un vero e proprio must del cinema.

Pretty Woman, in origine, si sarebbe dovuta chiamare 3000; il titolo avrebbe preso spunto dalla somma di denaro che la protagonista, Viviana, avrebbe dovuto corrispondere in dollari al cinico Edward. L’ultima scena della pellicola, rispetto all’epico finale che tutti conosciamo, sarebbe inoltre dovuta essere piuttosto differente. Infatti, l’uomo avrebbe dovuto lanciare la protagonista dall’auto lasciandola sull’asfalto con qualche dozzina di banconote. La casa di produzione originale però andò in contro al fallimento; la sceneggiatura passò così alla Warner Bros che con il fare sapiente di J.F. Lawton è diventata la commedia romantica che oggi conosciamo.





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