ESAME DI MATURITÀ, INVALSI OBBLIGATORIE NEL 2020/ Giannelli “E’ previsto dalla legge”

- Niccolò Magnani

Esame di maturità, Invalsi obbligatorie nel 2020. Esprime soddisfazione l’Anp: “Giusto così, è previsto dalla legge”

Invalsi
Maturità & prove Invalsi (LaPresse)

Proseguono i commenti in merito alla decisione del ministero della pubblica istruzione di rendere obbligatorie le prove invalsi ai fini dell’accesso alla nuova maturità 2020. A riguardo, l’associazione nazionale presidi, nella voce di Antonello Giannelli, ha commentato: “Sono dei ritocchi, serve dirlo per non spaventare gli studenti – le parole ai microfoni di Repubblica.it – prove Invalsi obbligatorie? E’ previsto dalla legge, solo l’anno scorso c’era stata una deroga. Le prove non servono a valutare lo studente, ma la salute del sistema scolastico nazionale. Per quanto riguarda le buste invece io ero a favore, garantivano pari opportunità di trattamento. Il ministro le ha ritenute ansiogene e le ha tolte”. Giannelli appare quindi soddisfatto per la nuova formula dell’esame di maturità: “Prendo atto con soddisfazione della messa a regime degli esami di Stato in attuazione della riforma prevista dal decreto legislativo 62/2017. E’ quindi richiesto il doppio requisito della partecipazione alle prove Invalsi e dello svolgimento delle attività di “alternanza scuola-lavoro”, oggi denominate Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ESAME DI MATURITÀ, INVALSI OBBLIGATORIE NEL 2020: IL COMUNICATO DEL MIUR

È ancora fresco l’annuncio del Ministro Fioramonti in merito alla prossima Maturità 2020 con le due fondamentali novità (il tema di storia che rientra e la scomparsa delle buste all’orale), ma ora emergono nuovi dettagli che renderanno assai “cospicuo” il livello di differenza tra gli ultimi e i prossimi Esami di Stato. In primis, il ministro dell’Istruzione smentisce quanto lui stesso aveva detto nei mesi scorsi e apre ufficialmente alle prove Invalsi che dal 2020 diventeranno obbligatorie per poter fare la Maturità. Se dunque non verrà raggiunto il punteggio di sufficienza in tutte le prove Invalsi di italiano, matematica e inglese il maturando non potrà essere ammesso alla fase finale delle prove scritte e orali di giugno: così è stato scritto e redatto nella circolare Miur inviata a tutte le scuole questa mattina. Già lo scorso anno la normativa doveva divenire effettiva ma l’ex Ministro Bussetti aveva deciso di rinviare il provvedimento di almeno un anno per permettere ad insegnanti e studenti di impratichirsi al meglio con le nuove prove Invalsi computer based.

MATURITÀ 2020 & INVALSI: ECCO COSA CAMBIA

«Non essendo intervenuto un ulteriore differimento annuale dell’entrata in vigore delle lettere b) e c) dello stesso comma (…), tutti i requisiti ivi previsti trovano piena applicazione per il corrente anno scolastico. Pertanto, dovrà essere verificato, ai fini dell’ammissione dei candidati interni all’esame di Stato dell’a.s. 2019/2020, oltre al requisito della frequenza scolastica e del profitto scolastico, anche il requisito della partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alle prove a carattere nazionale predisposte dall’Invalsi e quello dello svolgimento delle attività programmate nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, secondo il monte ore previsto dall’indirizzo di studi», si legge nella circolare Miur approvata dal Ministro Fioramonti che pure non è mai stato particolarmente favorevole, come il resto del M5s, all’estendere delle prove Invalsi anche in Maturità. Guardando ai dati dello scorso anno con i risultati dell’Invalsi in quinta superiore, va detto, gli studenti non dovrebbero preoccuparsi più di tanto: l’adesione nel 2019 fu del 96% e nel prossimo anno il Miur è pronto ad estendere come elemento sine qua non per approdare alle prove scritte e orali della Manovra 2020. Il Ministero ha approvato anche il calendario delle prove di quinta superiore: le prove Invalsi di italiano, matematica e inglese di quinta superiore si svolgeranno da lunedì 2 marzo a martedì 31 marzo 2020 e riguarderanno circa mezzo milione di maturandi. La tempistica “dilatata” è dovuta al fatto che le prove non possono essere svolte su carta bensì su computer: come riporta il Corriere della Sera, «Per ciascun alunno la prova è composta da una selezione di domande estratte a caso da un ampio repertorio di quesiti “equipollenti”»

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