Quagliariello “Difficile federazione centrodestra”/ “Salvini si annette Berlusconi”

- Andrea Murgia

Gaetano Quagliariello in un'intervista ha fatto un confronto tra il Pdl 2008 e la possibile federazione: "Oggi è dura. Berlusconi davanti a un bivio. La componente liberale adesso siamo noi"

salvini berlusconi Matteo Salvini e Silvio Berlusconi al tempo delle consultazioni post-voto 2018 (LaPresse)

“Oggi la strada per una federazione o un partito unico di centrodestra sarebbe assai ardua”. Se si dovesse fare, secondo Gaetano Quagliariello, “per Silvio Berlusconi sarebbe un’annessione da parte della Lega di Matteo Salvini“. L’ex ministro, oggi senatore di Coraggio Italia, lo ha detto in un’intervista all’Huffington Post Italia in cui ha fatto un confronto tra la situazione politica del 2008 e quella di oggi: “Le condizioni per il Pdl erano molto più favorevoli nel 2008, perché c’era una spinta evidente verso il maggioritario e un bipolarismo di fatto. Del resto, a sinistra Veltroni tentava l’esperimento di un Partito Democratico all’americana, mentre a destra la stagione di Fini era caratterizzata da una logica centripeta e da una spinta all’istituzionalizzazione”.

“Eppure quell’esperimento fallì – la riflessione dell’ex parlamentare di Forza Italia -. I motivi furono principalmente tre. Mancava il contesto istituzionale adeguato, con la riforma presidenzialista che si arenò dopo il varo in Senato in prima lettura. Mancò anche un approfondimento identitario: non ci fu la creazione di una cultura politica uniforme, infatti ci si divise con la nascita di FdI. Infine, da entrambe le parti furono escluse le componenti più moderate e liberali: l’Udc di Casini a destra e i socialisti a sinistra”.

Quagliariello: “Berlusconi a un bivio, Salvini ambiguo”

Gaetano Quagliariello, nell’intervista all’Huffington Post Italia, ha spiegato come, rispetto al 2008, “il contesto oggi è assai meno maggioritario, le identità dei partiti sono fragili e quasi inesistenti, e la logica centripeta è già interpretata dal governo Draghi”. Sul suo ex leader di partito ha detto: “La scelta di Berlusconi è motivata dall’evitare l’estinzione della sua eredità politica. A torto o a ragione, non ha voluto creare una classe dirigente interna – come è stato per il gollismo – all’altezza di ricevere la sua eredità politica”.

“Adesso Berlusconi è di fronte a un bivio: o l’estinzione o il conferimento di quel patrimonio storico a qualcosa in cui possa mantenere una certa influenza. Ma sarebbe un’annessione da parte della Lega, spiega Quagliariello, che su Salvini ha detto: “Tiene insieme Giorgetti e Garavaglia con Borghi e Bagnai, ma non sono integrabili. E non è chiaro quale delle due anime prevarrà alla fine. Come non è univoco l’atteggiamento internazionale, che è centrale”. Secondo Quagliariello, “la componente liberale del centrodestra stiamo cercando di rifondarla noi di Coraggio Italia”.





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