Ramadan in palestra, bambini ‘sfrattati‘ da islamici/ Castel San Pietro, ira genitori

- Niccolò Magnani

Castel San Pietro, caos contro Comune e scuola media: fine Ramadan in palestra, bambini sfrattati dalla festa degli islamici. Ira genitori “è una follia”

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Immagine di repertorio (LaPresse, 2019)

Si è celebrata da pochi giorni la festa di Eid al-Fitr, ovvero la “rottura del digiuno” per tutti gli islamici, nient’altro che la fine del Ramadan: ecco che però in un comune d’Italia le polemiche si sono sollevate più del normale perché alcuni bambini sono stati “sfrattati” dalla palestra della propria scuola per far spazio alla celebrazione finale di fine Ramadan degli islamici di quel paese. Siamo a Castel San Pietro e il “caso” viene raccontato oggi da Il Resto del Carlino: nella scuola media Pizzigotti si è infiammata la polemica dopo che alcuni genitori hanno segnalato al consigliere comunale di Prima Castello – Giovanni Bottiglieri – della amara sorpresa vissuta venerdì scorso quando «ci siamo ritrovati con il parcheggio pieno di cittadini di religione islamica che regolamentavano anche la viabilità, e abbiamo sentito provenire dalla scuola i canti della loro religione». I ragazzi hanno fatto ginnastica all’aperto perché la palestra della scuola era occupata per la festa di fine Ramadan questo ha mandato su tutte le furie diversi genitori e, di conseguenza, è divenuto subito un caso politico.

RAMADAN IN PALESTRA, SCOPPIA IL CAOS A CASTEL SAN PIETRO

«La scuola, tra l’altro non aveva avvertito noi genitori, sembrava una situazione surreale. I ragazzi hanno dovuto fare ginnastica all’aperto», spiegano i genitori al Comune, con il neo-eletto sindaco Fausto Tinti che si è trovato subito investito da una polemica che ben presto ha travalicato i confini cittadini. «L’episodio avvenuto nella palestra delle scuole medie è l’ennesima dimostrazione dell’arroganza di un’amministrazione comunale che dà per scontato forse che siano tutti d’accordo e non si degna neppure di comunicare l’evento. Non è stata garantita la corretta informazione alla scuola e di conseguenza ai genitori. Viene da pensare che in prossimità delle elezioni non abbiano voluto creare scontento tra i genitori», attacca Bottiglieri. Di norma, come per tutti gli eventi relativi alle attività scolastiche, viene inviata a tutte le famiglie una mail informativa: ma questa volta silenzio di tomba, nessuno ha detto nulla anche se la scuola aveva dato il suo permesso alla comunità islamica per celebrare il Ramadan. Il problema infatti non sorge contro i musulmani, bensì contro la scuola e il Comune che non hanno avvisato a dovere le famiglie della scuola Pizzigotti: «E’ vero, è mancata la comunicazione e su questo saremo più attenti, ma sulla festa ci siamo interfacciati con la scuola come avviene ormai da anni», spiega il sindaco in risposta alle polemiche piovute addosso al Comune, concludendo «Tutto è stato concordato con la scuola dalla quale abbiamo ricevuto regolare autorizzazione. E’ mancata invece la comunicazione ai genitori, e su questo aspetto saremo certamente più attenti gli anni prossimi».



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