Ravenna, ufficiale accoltellato in piazza da una donna/ “Ho un chip russo in testa!”

A Ravenna un ufficiale è stato accoltellato in piazza da una 43enne di origini moldave

testa divinità campidoglio
Campidoglio, immagine di repertorio (LaPresse, 2019)

Choc a Ravenna dove un ufficiale della guardia costiera è stato accoltellato in piazza del Popolo da una donna. A compiere il folle gesto una 43enne di nazionalità moldava residente a Galeata, in provincia di Forlì, come riferito dall’edizione online del quotidiano, Il Corriere di Romagna. In base a quanto raccolto, la folle avrebbe compiuto il gesto mentre delirando spiegava di avere un chip nel cervello, e riferendosi a presunti sequestri e violenze che avrebbe subito in passato da alcune autorità militari. La vittima è il capitano di vascello alla Capitaneria Diego Tomat, colpito nella tarda mattinata di oggi, sabato 1 giugno, in occasione delle prove per la parata in programma domani, per la festa della Repubblica. La donna, che sarebbe un ex militare russo, tale Elena Cacazu, avrebbe sorpreso il militare accoltellando al collo, e subito dopo è stata fermata dagli agenti in zona. L’uomo è stato soccorso dagli uomini del 118, ed è stato poi trasportato in ospedale: fortunatamente non è in pericolo di vita.

RAVENNA, UFFICIALE ACCOLTELLATO IN PIAZZA DA UNA MOLDAVA

A rendere il tutto ancora più assurdo e inquietante, il fatto che la donna avesse preannunciato il gesto sulla propria pagina Facebook. Alle ore 10:00 aveva infatti postato sui social la frase “oggi Bomba a Ravenna!!!”. A bloccare la donna prima che potesse compiere un omicidio, il comandante della polizia locale Andrea Giacomini, anch’egli in piazza del Popolo per le prove generali della parata. «È stato un attacco improvviso, premeditato – le parole di Diego Tomat, la vittima – un’aggressione di una violenza inaudita. Quando è arrivata davanti a me mi ha colpito prima alla tempia, mi sono chinato e ho cercato di allontanarla con un braccio tentando di evitare i colpi, ma lei ha continuato a infierire come una furia. «Mi ritengo una persona molto fortunata – ammette al telefono al Corriere di Romagna – è andata bene».



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