RECOVERY & GOL/ La partita delle politiche attive che l’Italia non può più perdere

- Giancamillo Palmerini

Il Pnrr dell’Italia è stato approvato dalla Commissione europea. Tra i progetti da realizzare in tema di lavoro c’è anche il programma GOL

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Lapresse

In questi giorni sembrano tornate per il nostro Paese, come ormai tanti anni fa, le “notti magiche” passate “inseguendo un goal, sotto il cielo di un’estate italiana” che speriamo si avvii a essere sempre più simile a quelle degli anni passati dove era addirittura possibile sciogliere in un abbraccio la follia.

Gol, oltre a Immobile e Insigne, vuole provare a farlo anche il Governo di SuperMario Draghi che, nell’ottica di potenziare le politiche attive del mercato del lavoro e la formazione professionale nel nostro Paese e, in particolare, di sostenere l’occupabilità dei lavoratori in transizione e/o disoccupati, ha lanciato il nuovo “Programma Nazionale per la Garanzia Occupabilità dei Lavoratori” (il cui acronimo sarà appunto GOL).

Il programma si inserisce, come già detto, in una prospettiva più ampia nella quale l’esecutivo si propone, tra le altre cose, di promuovere la revisione della governance del sistema di formazione professionale in Italia attraverso l’adozione del “Piano Nazionale Nuove Competenze”.

A tal fine si intendono rivedere, quindi, le politiche attive del lavoro, a partire dall’assegno di ricollocazione, per arrivare, appunto, all’istituzione del programma nazionale GOL, che prevederà un nuovo sistema di presa in carico unico dei disoccupati e delle persone, a vario titolo, in transizione occupazionale.

Si ridefiniranno, così, gli strumenti della presa in carico dei disoccupati con politiche attive che, a partire dalla profilazione della persona, dovranno permettere la costruzione di percorsi personalizzati di riqualificazione delle competenze e di accompagnamento al lavoro.

Il nuovo Programma GOL intende, infatti, imparando dall’esperienza di questi anni, cercare di superare, con un approccio basato sulla definizione di livelli essenziali delle prestazioni, l’eccessiva eterogeneità dei servizi erogati a livello territoriale intervenendo, ad esempio, per favorire una maggiore integrazione in rete dei diversi servizi territoriali.

Un’attenzione specifica sarà poi dedicata al delicato tema dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.

Lo schema predisposto da Mister Mario Draghi sembra piaciuto alle autorità europee tanto da meritare un 10 pieno dalla Commissione. È tempo ora, però, di scendere in campo e trasformare le idee “sulla carta” in azioni concrete. Reggeranno gli schemi previsti dal Pnnr, una volta confrontatisi con la realtà, a fare Gol nella grande sfida del rilancio dell’occupazione (di qualità) nel nostro Paese?

Tutti i giocatori in campo, a partire dalle regioni e le parti sociali, saranno in grado di rispettare le indicazioni e il ruolo che gli verranno affidati? Ci sarà, insomma, quel necessario gioco di squadra del sistema paese per fare Gol tutti insieme? Il timore, infatti, è che, come già troppe volte successo in passato, ogni giocatore provi a segnare il proprio Gol e vincere la partita da solo.

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