Rees Shad/ “The Watcher. An Opera”: l’intervista, “a caccia di spiriti”

- Mauro Eufrosini

Un disco inusuale, una sorta di opera/musical moderno nel mondo del mistero

Brooklyn Museum   A Ride for Liberty   The Fugitive Slaves   Eastman Johnson   overall
Il nuovo disco di Rees Shade

La prima cosa da fare, prima di mettersi all’ascolto di The Watcher, ultima creazione musicale di Rees Shad, songwriter con un glorioso songbook Americana (ma anche, sotto l’alias Fester Spunk, compositore di colonne sonore elettroniche per animazioni e teatro), è dimenticare tutto quanto di lui crediamo di conoscere. Nei 52 minuti di The Watcher non ci sono chitarre, batterie, tastiere, e nemmeno elaborazioni sintetiche di computer più o meno intelligenti. Pure, The Watcher è un’Opera (ecco cos’è) intimamente Americana, quanto lo erano Riggley Road Stories e, prima ancora, Anderson, Ohio. Una invenzione letteraria che nasce da una brillante crasi culturale, che coniuga fantasmi e orrori, reali e riferiti ma comunque attuali, sviluppata attraverso una scrittura musicale per quartetto d’archi e le diverse timbriche vocali dell’opera classica.

The Watcher” racconta Shad, “narra di possessioni, a diversi livelli. Ha a che fare con la schiavitù, con la privazione della libertà, il rapimento, la possessione spirituale, l’abuso di identità, ed anche il semplice possesso fisico, di cose o di persone. L’idea mi è venuta da una notizia pubblicata su un giornale, che mi segnalò mia sorella”.

La vicenda, che sembra scritta da Stephen King, riguarda una casa nel New Jersey, acquistata nel 2014 per una somma considerevole da una coppia con l’intenzione di farne la dimora della vita. Una villa di pregio, sorvegliata però da un anonimo molestatore, che ha bersagliato la coppia di lettere terrorizzanti nelle quali si faceva riferimento ad un misterioso passato di sangue pronto a reclamare nuovi sacrifici. Le lettere erano firmate The Watcher.

“Mi sembrò un buon soggetto per una canzone e per qualche tempo mi baloccai con questa idea, cercando di immedesimarmi nel Watcher e immaginarne le motivazioni. Nel frattempo stavo leggendo The Underground Railroad di Colson Withead, e mi ritrovai a pensare a quanta fiducia doveva nutrire un fuggitivo per mettere la sua vita nelle mani di stranieri, notte dopo notte. E che, certamente, non tutto poi funzionava come avrebbe dovuto. Era uno scenario perfetto di abusi. Isolamento, impotenza, silenzio imposto. Tutto ciò su cui fa leva chi abusa di un altro. Ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che nella Underground Railroad c’erano stati anche alcuni serial killer. Nessun bianco ne parla, in America. E noi yankee dovremmo essere orgogliosi dell’Underground Railroad. Raccapricciante, no? Così mi sono messo a scrivere una canzone sul tema degli schiavi fuggitivi nelle mani di gente senza scrupoli che abusava di loro, li possedeva come oggetti. Ripensando al Watcher, mi è venuto in mente che invece di essere pazzo, poteva anche lui essere posseduto. Una diversa forma di possessione, spirituale. E le due canzoni, le due storie e i personaggi, hanno cominciato a relazionarsi tra loro. Avevo un concept album per le mani. Ma non volevo fare un altro Riggley Road.”

Ciò che Rees Shad allora ha fatto, è stato comporre in tre mesi, alla chitarra, l’intera opera e trasferirne poi la partitura in MIDI trasformandola per archi e, quindi, sottoporla ad un quartetto d’archi e trasformarla poi in spartiti che i musicisti potessero eseguire. Una scrittura brillante, profondamente Americana, che combina elementi della tradizione gospel con stilemi contemporanei, cameristici ma anche pop/rock. Una scrittura per archi,  a tratti tempestosa e drammatica, ma dal ricco respiro melodico, operistica nell’accezione che, ad esempio, Leonard Bernstein ha definito con West Side Story. Solo, più moderna.

Le melodie, le canzoni, sono state quindi affidate ad un superbo cast di voci: Il Coro Greco guidato da Benjamin Odom (ex The Soul Stirrers, ora con The Blind Boys Of Alabama), L’Agente Immobiliare, impersonato da Wayne Paul, attualmente nel cast di Porgy & Bess della Metropolitan Opera, La Figlia di Samuel, il soprano Samarie Alicea già con la NYC Opera, L’Uomo Malizioso, il baritono Luke Scott la cui intensa attività teatrale ha ritardato la produzione di The Watcher, Gli Acquirenti, ovvero La Moglie, messa in scena da Juliet Quick, giovane songwriter e cantante di New York, e Il Marito, Lawyer Shamell. E The Watcher, che Rees Shad ha tenuto per sé. “Ma solo per una imprevista casualità. In realtà il ruolo era stato affidato ad un altro cantante.”

Il libretto è affascinante, la drammaturgia, musicale e visuale, potente e suggestiva. Non stupisce allora che una prima evoluzione di The Watcher sia la sua versione animata. “Si tratta” racconta Shad “della trasposizione in animazione delle reale esperienza teatrale. Il punto di vista è quello dello spettatore che siede al centro della platea e da lì vede ciò che accade in scena. Abbiamo già realizzato i diversi set e stiamo lavorando alle diverse animazioni delle singole canzoni. Dovremmo essere pronti per proporre i film ai festival di fine estate.”

Libretto, clip audio, foto e crediti, thewatcheropera.com.

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