Referendum Svizzera su restrizioni governo/ “Con Covid più controllo meno democrazia”

- Silvana Palazzo

Svizzera, referendum su restrizioni anti Covid introdotte dal governo: “Con pandemia più controllo, meno democrazia”. Primo caso al mondo

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Il parlamento di Berna (Pixabay)

La Svizzera fa decidere ai suoi cittadini se il governo può stabilire senza alcun controllo le restrizioni contro la pandemia. Si terrà, infatti, un referendum sulle misure anti Covid, per la prima volta al mondo. Per indire un referendum in Svizzera sono sufficienti 50mila firme, ma ne sono state raccolte 86mila, a conferma che sul tema c’è grande interesse. Lo riporta La Stampa, ricordando che gli svizzeri sono molti attenti alla salvaguardia della loro libertà, quindi le restrizioni introdotte da settembre da parte del governo federale hanno sollevato molte polemiche. Dal 18 gennaio, ad esempio, non saranno consentiti incontri in gruppi superiori a 5 persone, i negozi che non sono di prima necessità resteranno chiusi, insieme a bar, ristoranti, discoteche, teatri e musei, mentre la mascherina diventa obbligatoria nei posti di lavoro, smart working ovunque laddove possibile. Misure non troppo dissimili da quelle che sono state introdotte nel resto d’Europa, ma in Svizzera i cittadini vogliono dire la loro.

REFERENDUM SVIZZERA “CON PANDEMIA MENO DEMOCRAZIA”

Secondo Christoph Pfluger, membro del consiglio di Amici della Costituzione che ha guidato la campagna, al Financial Times ha spiegato che “il governo sta approfittando della pandemia per introdurre più controllo e meno democrazia”. Il timore è che nel lungo termine emergeranno da questo approccio problemi “gravi”. Il negazionismo, dunque, non c’entra nulla. Questo movimento è convinto che “la gestione della crisi” non possa essere fatta “senza la volontà del sovrano: il popolo”. E quindi conclude: “Non puoi governare senza il popolo”. Così la Svizzera sarà il primo Paese al mondo dove i cittadini si esprimeranno sulle restrizioni adottate durante la pandemia. L’esecutivo di Berna, consapevole dei malumori che avrebbero potuto suscitare le norme, si era mosso con prudenza. Ma decreto dopo decreto le misure sono diventate sempre più stringenti e senza il controllo del Parlamento. Se in Italia ciò è stato accettato (non del tutto) in nome dell’emergenza, in Svizzera si voterà a giugno (mentre per noi chiedere elezioni è da irresponsabili).

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