“Report, servizi fake e abusi di Ranucci”/ Lettera anonima scuote Rai: lui “bufale”

- Niccolò Magnani

Lettera anonima con pesanti accuse su Report e Ranucci scuote la Rai: “servizi fake, abusi e mobbing”. La replica del conduttore, “solo bufale” ma è alta tensione a Viale Mazzini

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Report, condotto da Sigrido Ranucci (Foto: Facebook)

Sarebbe non da qualche giorno, ma da qualche anno che esiste un fantomatico “report” su Report, la trasmissione di inchieste giornalistiche di Rai3: e in particolare sarebbe il suo conduttore Sigfrido Ranucci ad essere oggetto di accuse che se confermate sarebbero di una gravità inaudita.

Il “bubbone” esplode però ieri quando in Vigilanza Rai approda una lettera anonima che elenca nel dettaglio i presunti abusi, molestie, mobbing compiuti da Ranucci e altri all’interno della redazione di Report; non solo, anche costruzioni “ad arte” di alcuni servizi e in generale di scarsa deontologia. Insomma, un ‘pacchetto’ imbarazzante che davanti allo stupito ad Rai Carlo Fuortes e all’altrettanto imbarazzata Presidente Rai Marinella Soldi hanno sollevato un caos in Viale Mazzini che la metà basta: vi aggiungiamo che a presentare la lettera anonima è Davide Faraone, membro di Italia Viva in Vigilanza e con il dente avvelenato per lo scontro a distanza sempre ad alta tensione tra Matteo Renzi e Sigfrido Ranucci. «Tutti abbiamo ricevuto quella email, a luglio, ma essendo anonima io l’ho cestinata», ha spiegato a “Il Giornale” il membro della Commissione in quota Forza Italia, Andrea Ruggeri. «È la prima volta che sento una cosa del genere – si è difeso l’ad Carlo Fuortes, secondo le cronache della Commissione riportate dal “Fatto Quotidiano” -. Evidentemente alla responsabile dell’Audit non è arrivato nulla perché lei sa che mi deve avvertire quando ci sono cose importanti. Cercheremo di capire di cosa si parla. Io agli atti non ho nessun tipo di denuncia formale o informale».

CASO REPORT, CAOS RAI

Si tratta di un vero atto di prevaricazione, con estremi di “MeToo” e servizi fake all’interno della redazione o è invece un’enorme carica di falsità e calunnie contro Ranucci & Co.? Nella lettera presentata con alcuni stralci da “Il Giornale” si legge di «colleghe pesantemente dileggiate sul posto di lavoro» ma anche «relazioni sessuali tra Ranucci e le colleghe», fino ad arrivare a servizi preparati con il «metodo Report», ovvero confezionati ad arte. Le accuse sono pesantissime anche se da Ruggeri giunge il commento forse più condivisibile: «Non si può dare credito a una lettera anonima, ma se ci sono delle denunce bisogna indagare comunque. Cosa ha fatto o farà Rai per chiarire se il conduttore di Report è vittima di una calunnia, o se ci sono donne vittime di prevaricazione?». Secondo quanto rivelato da “il Giornale”, il dossier sui presunti abusi in Report sarebbe addirittura del 2017, inviato poi con l’aggiunta di altre vicende in versione via mail attraverso il servizio protonmail (che protegge l’identità del mittente) negli scorsi mesi. Le tre colleghe sentire dal “Giornale” preferiscono non commentare al momento. Diversa invece l’azione intrapresa da Ranucci: «È un dossier basato su totali falsità. Sulla vicenda ho presentato una denuncia il 5 agosto scorso». Risulta tutto, anche se in quell’occasione fu l’allora direttore di rete Franco Di Mare a convocare Ranucci per un chiarimento. Come è possibile che Fuortes non fosse poi stato informato della vicenda? «A differenza di Report non amo né do credito a comunicazioni o interviste anonime, ma delle due l’una – spiega Ruggeri al “Giornale” – Se Ranucci è vittima di calunnia è doveroso tutelare un protagonista del servizio pubblico; diversamente, la Rai non potrebbe tollerare atteggiamenti di bullismo professionale o sentimentale in seno a una redazione». Anzaldi (Pd) ammette di aver ricevuto anche lui la lettera ma di non essere mai stato convinto dal suo contenuto, mentre da Primo Di Nicola (M5s) l’attacco è contro i renziani, «caccia alle streghe, tentativo di censura ai giornalisti di Report». Mentre la Rai ora dovrà cercare di in dogare meglio su queste presunte accuse a “Report”, tra le illazioni pesanti indicate nella lettera vi sarebbe anche l’assegnazione di un servizio contro un gruppo sanitario lombardo durante il Covid, poi sparito improvvisamente: mai andato in onda perché «troppo equilibrato», mentre sarebbe poi stato assegnato ad un altro collega per provare ad attaccare maggiormente il gruppo in questione.



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