RETTIFICA/ Sull’editoriale “Slot machine, vitello d’oro”

- La Redazione

Rettifica in merito a quanto riportato nell’editoriale “Slot machine, vitello d’oro” pubblicato su queste pagine il 17 febbraio

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(LaPresse)

Egregio Direttore,

in merito all’editoriale apparso sull’edizione del 17 febbraio 2020, a firma di Maurizio Vitali, chiediamo, in veste di associazione di rappresentanza delle imprese di produzione e gestione di apparecchi New Slot e VLT, che venga pubblicata la seguente rettifica.

Non intendiamo esprimere giudizi rispetto alle opinioni espresse nell’articolo, ma abbiamo il diritto di pretendere che i dati posti a supporto di tali opinioni siano quantomeno corretti.

Preliminarmente è necessario spiegare che la spesa per il gioco si calcola sottraendo dall’importo della raccolta l’importo restituito ai giocatori come vincite (oltre ad essere un criterio logico e di comune buonsenso, si tratta dell’unico criterio ufficiale utilizzato dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli).

Partendo da questa premessa, il primo dato macroscopicamente errato è quello riguardante la spesa complessiva per i giochi (di tutte le tipologie) sostenuta dagli italiani.

Dal Libro Blu, pubblicato dalla ADM con riferimento all’anno 2018 (ultima rilevazione della ADM al momento disponibile: non si spiega quindi dove l’autore abbia reperito il dato per il 2019), risulta infatti che gli italiani abbiano speso per il gioco 18,9 miliardi e non 110 miliardi come riportato nell’articolo. Peraltro, si tratta di una tendenza in diminuzione, di circa un miliardo rispetto al 2016 e di 20 milioni rispetto al 2017.

Pertanto, la spesa annua pro capite (calcolata sulla popolazione italiana nel 2018) ammonta a 313 euro e non, come indicato nell’articolo, a 1.840 euro. Il percorso logico che conduce poi l’autore dell’articolo ad indicare una spesa annua pro capite di oltre 6.000 euro è del tutto generico ed approssimativo.

Chiediamo, inoltre, di fornire i dati comparativi, utilizzati dall’autore dell’articolo, a supporto dell’affermazione secondo cui  il gioco (legale) faccia più danni alla popolazione di quanti ne arrechino le sostanze stupefacenti (eroina, cocaina, droghe sintetiche, ecc.)

Distinti saluti.

Avv. Massimo Piozzi

Centro Studi Assotrattenimento 2007 – AS.TRO

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