Revisione catasto: cosa cambierebbe?/ Il Mef preme: c’è lo zampino dell’Ue…

- Alessandro Nidi

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze caldeggia la revisione del catasto, parlando di “maggior equità”: in realtà, c’entra l’Europa…

Facciate edifici

La revisione del catasto e uno dei punti su cui il Ministero dell’Economia e delle Finanza (MEF) sta insistendo maggiormente e per il quale è tornato a battersi in queste ore. Lo ha fatto indicando nell’atto di indirizzo alle amministrazioni fiscali (Entrate, Riscossione, Dogane e Demanio) gli obiettivi per il triennio 2021-2023, in cui si parla di un fisco maggiormente equo sugli immobili, grazie anche all’aggiornamento continuo degli archivi catastali.

Come rivela Teleborsa, il Ministero punta a mantenere costantemente aggiornata l’Anagrafe Immobiliare Integrata, così da associare ad ogni immobile la posizione geografica, le caratteristiche geometriche, le quotazioni e i soggetti titolari di diritti e quote, invitando l’Agenzia delle Entrate ad integrare le banche dati immobiliari con le informazioni desunte dalla dichiarazione dei redditi. In questo modo, si assicurerà la “piena interoperabilità con i sistemi informativi di altri enti” e “una sempre maggiore fruibilità delle banche dati immobiliari sia per scopi tributari sia per attività di supporto agli enti territoriali, di gestione delle emergenze e salvaguardia del patrimonio immobiliare”.

REVISIONE CATASTO: COSA C’ENTRA L’UNIONE EUROPEA?

Mediante la revisione del catasto, l’Agenzia delle Entrate avrà compiti aggiuntivi, rivela Teleborsa: dovrà presidiare il territorio per portare all’emersione degli immobili non dichiarati al catasto, soprattutto attraverso l’utilizzo dei dati desunti dalle dichiarazioni dei redditi e l’adempimento spontaneo, e potrà anche produrre statistiche e quotazioni utili all’Osservatorio del Mercato Immobiliare. Tuttavia, la pressione esercitata dal Mef in ottica di revisione è legata ad un altro pressing: quello esercitato dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia in materia di Recovery Plan.

Infatti, fra le “Country Recommendations”, a pagina 25 campeggiano la “riforma dei valori catastali non aggiornati” e “la revisione delle agevolazioni fiscali”. Di conseguenza, il piano nazionale di ripresa e resilienza non può non prevedere una legge delega sulla riforma del Fisco, considerandola un pilastro fondamentale, appunto, del rilancio dell’intero sistema economico nazionale. Il sospetto si fa sempre più opprimente: forse è prevista una nuova patrimoniale sulle case, visto che la riforma del catasto è richiesta tra le raccomandazioni Paese inviate dall’Europa per l’ottenimento del Recovery Plan?

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