RIALZO MATERIE PRIME/ L’opzione nucleare batte ancora la “mobilità elettrica”

- Carlo Pelanda

Il forte aumento dei costi dell’energia sarà duraturo. E le fonti alternative non bastano a compensare la riduzione dei carburanti fossili. Uno scenario da monitorare

crisi gas ue
(Pixabay)

Il forte aumento dei costi energetici – elettricità in generale, gas in particolare – sarà temporaneo o duraturo? La scorsa settimana l’Opec+ (Russia) ha concordato la seguente strategia: tenere il prezzo di petrolio e gas abbastanza alto per far fare profitti, ma non troppo, allo scopo di rendere conveniente l’acquisto di idrocarburi fossili.

In proiezione, al momento è più probabile che il costo dell’energia fossile resterà alto. Ce ne potremo liberare passando alle fonti alternative? Due problemi. Gran parte del mondo continuerà ad usare petrolio e gas e quindi la loro sostituzione richiederà più di un secolo.

A riguardo delle fonti alternative – solare, eolico e idro – ci sono dubbi sulla loro capacità di compensare una riduzione dei carburanti fossili in tempi compatibili con l’obiettivo Ue di de-carbonizzazione.

Inoltre, tali fonti sono vulnerabili sul piano della stabilità delle forniture, nonché molto costose. Da un lato, il responsabile dell’Enel ha dichiarato che se avesse più permessi per gli impianti alternativi, i costi scenderebbero. Ma i soldi ora stanziati non sono sufficienti. L’aumento della diffusione della mobilità elettrica, pertanto, aumenterà la domanda di elettricità prima che siano pronte fonti de-carbonizzate e quindi sarà necessario ricorrere per molto tempo ai carburanti fossili.

Questo tipo di analisi è il motivo per cui un ministro italiano ha dichiarato “che sarebbe folle non considerare l’opzione nucleare”. Infatti la maggior parte delle nazioni del globo la sta considerando, dando fiducia alla nuova generazione di mini-reattori a sicurezza intrinseca e, nel futuro, a quelli a fusione.

Lo scenario è ancora non precisabile, ma è certo che vada approfondito.

www.carlopelanda.com

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