“Richiami vaccini? Priorità a chi ha fatto J&J”/ Sileri: “A breve daremo indicazioni”

- Alessandro Nidi

Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, ha affermato: “Corsia preferenziale per il richiamo vaccinale per coloro che hanno ricevuto il monodose J&J”

Pierpaolo Sileri
Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute (LaPresse, 2021)

Nell’operazione di richiamo dei vaccini anti-Covid dovrà essere garantita una corsia preferenziale a coloro che hanno ricevuto il monodose J&J (Johnson&Johnson): ad annunciarlo ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, in onda sulle frequenze di Radio Cusano Campus, è stato il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. L’esperto ha asserito che ci sarà una priorità per tutti i vaccinati con Janssen, che dovranno fare la seconda dose, specificando che a breve saranno fornite indicazioni in maniera più chiara e, soprattutto, esaustiva.

Relativamente a un possibile richiamo annuale del siero anti-Covid nel prossimo futuro, Sileri, pur senza sbilanciarsi troppo, ha provato a fornire una risposta: “Se ogni anno o ogni due anni dovremo fare un richiamo, ce lo dirà la scienza. Questo virus ormai è entrato di diritto nei libri di medicina”. Difficile dargli torto, a tal proposito, dal momento che pare che SARS-CoV-2 possa divenire endemico e convivere per molti anni con l’uomo.

SILERI: “PRIORITÀ AI VACCINATI CON J&J. SCUOLA? LE COSE FINORA SONO ANDATE MOLTO BENE GRAZIE AL GREEN PASS”

Nell’ambito della sua intervista radiofonica, Pierpaolo Sileri ha affrontato anche l’argomento scuola, asserendo quanto segue: “Le cose finora sono andate molto molto bene e di questo dobbiamo ringraziare il Green Pass. La scuola si divide in due fasce d’età, sopra i 12 anni e sotto i 12 anni. I giovani di questa ultima categoria non possono vaccinarsi. Se un bambino che non può vaccinarsi prende il virus, ma a scuola trova tutti i docenti vaccinati, a casa verosimilmente i suoi parenti sono tutti vaccinati e non si verificano casi gravi, ecco che emerge l’importanza della vaccinazione”.

Poi, una considerazione finale: “La scuola è stata un ottimo banco di prova e siamo stati salvati dal Green Pass, perché anche se un bambino prende il virus e a casa ha genitori non vaccinati, questi genitori per lavorare devono effettuare il tampone e questo permette loro di scoprire di essere positivi. Abbiamo pochi positivi in un mare di tanti vaccinati e la situazione solo così può essere controllata bene”.

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