Portale “No Pass”/ Attività non chiedono Green Pass, ci sono anche studi medici

- Luca Bucceri

Un portale “no pass” raccoglie oltre 1300 fornitori che non chiedono il Green Pass per entrare nell’attività: tra questi anche studi medici

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Green Pass (LaPresse)

Su Telegram da settimane gira il link di un sito web “contenitore” di tutti i professionisti che si dichiarano “No Pass, ovvero tutte quelle attività che non richiedono il Green Pass per potere accedere. Il portale, che contiene oltre 1338 fornitori che non vogliono discriminare nessuno chiedendo la certificazione verde, è stato oggetto di un servizio andato in onda quest’oggi su Mattino Cinque. L’inviato Guglielmo Mastroianni ha infatti provato come diverse attività in tutta Italia non chiedano il Green Pass, tra questi anche studi medici che per legge dovrebbero controllare i Qr code prima di far entrare i pazienti.

“Mi perdoni, non sapevo nulla ma il dottore mi ha detto che va bene” si sente in una chiamata che Mastroianni fa a uno studio medico. Poi in un’altra parte del servizio la visita ad una delle attività presenti nella lista del “portale dei professionisti non discriminatori”. L’inviato ha infatti provato a far visita ad uno dei fornitori che gli ha spiegato: “Ho aderito a questa cosa perché ritengo che sia una discriminazione che non mi piace e che tra l’altro non garantisce nulla. anche se una persona è vaccinata non si sa se ha gli anticorpi o no. Non necessariamente deve venire col tampone qui”.

Portale “No pass”, tra attività anche chi è obbligato a chiederlo

Per poter accedere a questo sito che contiene i nomi di tutte le attività che non chiedono il Green Pass bisogna accedere ad uno specifico gruppo Telegram, non pubblicizzato per ovvi motivi dalla trasmissione, che gira il link per poter vedere tutti i fornitori “No pass”. Tra questi, come detto, anche numerosi studi medici e ristoranti. Ma anche attività nelle quali non è comunque richiesta dalla normativa alcun obbligo della certificazione verde. Paolo Bianchini, presidente del movimento MIO, a Mattino Cinque ha sottolineato: “Io ai ristoratori che fanno parte del movimento non chiedo obbligo Green Pass, ognuno si prende la responsabilità”.

Bianchini, incalzato dalla polemica fatta in studio, ha spiegato: “Devono agire nella propria attività come meglio credono, ognuno è responsabile delle proprie azioni. Loro grenn e a cosa vanno incontro, ma il problema resta un altro. Oggi l’85% degli italiani ha il Green Pass perché vaccinato, altri si fanno i tamponi. Il Green Pass è un problema finto, non c’è problema di controllo perché i ristoratori hanno ben altri problemi”.

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