“Riconoscere Crimea e Donbass alla Russia”/ Gen. Bertolini: “Altrimenti niente pace”

- Alessandro Nidi

Il generale Marco Bertolini ha analizzato la situazione legata alla guerra: “Senza quello step, l’Ucraina diverrà l’Afghanistan d’Europa”

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Marco Bertolini a Fuori dal Coro

Il generale di corpo d’armata Marco Bertolini, ex comandante del Comando operativo di vertice interforze (operazioni delle forze speciali), del reggimento d’assalto dei paracadutisti “Col Moschin”, della Brigata paracadutisti della Folgore, ha rilasciato un’intervista sulle colonne del quotidiano “Il Riformista”, commentando gli sviluppi della guerra in Ucraina. Un conflitto che, sul terreno, sta vincendo la Russia: Mosca sta conseguendo gli obiettivi che aveva dichiarato all’inizio – ha detto –. Quali? Il controllo delle due repubbliche del Donbass, la sovranità sulla Crimea e il collegamento terrestre tra Crimea e Donbass. Con la caduta di Mariupol le forze russe hanno un vantaggio strategico, non solo comunicativo e simbolico: possono utilizzare i loro uomini bloccati finora nell’assedio alle acciaierie e usarli per gli attacchi in Donbass. Il Mar Nero è obiettivo strategico per la Russia. Non è una fissazione di Putin. Chiunque sia al potere in Russia non può accettare che la Crimea, dove c’è la flotta del Mar Nero, e il Mar Nero stesso non siano sotto controllo russo”.

Di fatto, la guerra potrebbe finire qui, ma il punto è che le vittorie militari devono tradursi in atti politici, tanto che il generale Bertolini ha ribadito che “se nessuno vuole sedersi a trattare riconoscendole come tali, le vittorie militari sono vittorie mutilate. Se non si consente alla Russia di prendersi quel che s’è già presa sul campo, ci si dispone a non volere la pace, a continuare a combattere, fino a far dell’Ucraina un Afghanistan nel cuore di Europa”.

GENERALE BERTOLINI: “UCRAINA NON PUÒ SCONFIGGERE LA RUSSIA”

Sempre su “Il Riformista”, il generale Bertolini ha chiarito che l’Ucraina non può in alcun modo avere la meglio sulla Russia, a meno che il confronto non diventi chiaramente tra la Nato affiancata all’Ucraina e il Paese sovietico. A quel punto, però, “perderemmo tutti quanti, perché le conseguenze sarebbero impossibili da gestire, le tante possibilità di escalation uscirebbero dalla portata del controllo di chiunque. Bisogna offrire alla Russia quel che già s’è presa militarmente, altrimenti non ha ragioni per trattare”.

Quale funzione hanno gli incrociatori russi nel Mediterraneo? “Io credo che la ragione della loro presenza sia rimarcare il fatto che i russi ci sono, che possono fare male. Il Mediterraneo e l’Europa non sono l’obiettivo, ma sono la vera ragione di fondo dell’invasione. La Russia non può accettare di essere esclusa dal Mediterraneo perché le portano via il Mar Nero e la flotta del Mar Nero che sta a Sebastopoli in Crimea”. Infine, sul missile in grado di colpire l’Europa partendo da Kaliningrad, il generale Bertolini ha chiarito: “A Kaliningrad i russi hanno schierato già da anni missili, da quando gli americani hanno schierato in Romania e in Polonia dei sistemi missilistici con la scusa di prevenire eventuali attacchi dall’Iraq”.





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