Riforma pensioni 2022/ Gli incentivi per l’isopensione sono a carico dell’impresa

- Maria Melania Barone

Riforma pensioni 2022, in caso di accordo raggiunto tra lavoratore e azienda per l’ottenimento dell’isopensione, vale a dire di incentivo all’esodo, chi è che paga per il maggiore onere?

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Riforma pensioni 2022: diversa formula pensionistica

I lavoratori che sono titolari di prestazioni di incentivo all’esodo hanno la possibilità di scegliere una diversa formula pensionistica, qualora avessero maturato già i requisiti prima dell’accordo siglato.
Questa scelta avrebbe effetti sia sull’importo della liquidazione, che sulla ricalcolo della contribuzione.

Riforma pensioni 2022: cos’è l’isopensione

L’isopensione è una tipologia di pensione introdotta dalla riforma pensioni della Fornero, che permette di andare in pensione 7 anni prima qualora si dovesse raggiungere il consenso del sindacato. Si tratta di una sorta di prepensionamento che serve ad accompagnare alla pensione dipendenti attraverso una sorta di autotutela in modo che, i lavoratori in uscita, non siano costretti a cercare un nuovo lavoro.

Allo stesso modo il beneficio di accompagnare alla pensione il lavoratore, attraverso un accordo di isopensione, può aiutare quelle aziende che versano in particolare difficoltà economiche e vorrebbero evitare il licenziamento per i propri dipendenti, quindi in questo caso gli isopensione è la strategia risolutiva.

Riforma pensioni 2022: chi paga per l’incentivo all’esodo?

I lavoratori hanno diritto alla ricostituzione delle prestazioni di esodo nel caso in cui percepiscono retribuzioni successive alla cessazione del rapporto, purché queste ultime si riferiscono a periodi precedenti della paga. Il calcolo della pensione deve quindi includere queste somme ai fini della ricostituzione della prestazione. Ma chi è che deve garantire l’onere?

E dunque quando al momento della liquidazione non venga inserito nell’estratto conto contributivo la ricostituzione di queste somme, i costi aggiuntivi devono essere rimessi a carico dell’azienda. I lavoratori interessati potranno dunque presentare richiesta anche via pec, muniti della dichiarazione timbrata e firmata dal legale rappresentante dell’azienda, con la quale ci si impegna a farsi carico dell’eventuale maggiorazione derivante dalla ricostituzione.

Sicuramente la riforma pensioni 2022, quando sarà finalmente affrontata dal governo Draghi, potrebbe anche inserire delle clausole di modifica rispetto alla normativa vigente. Attualmente l’esodo pensionistico così regolamentato, ha rappresentato una strategia di exit perfettamente adattata ed accettata, fra quelle introdotte dalla riforma Fornero, poichè ha evitato nuovi esodati.







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