RIFORMA PENSIONI 2022/ Staffetta generazionale, le mosse tra i consulenti finanziari

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni 2022, i consulenti finanziari cercano soluzioni per incentivare la staffetta generazionale. Alcuni casi

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(Pixabay)

LA STAFFETTA GENERAZIONALE DEI CONSULENTI FINANZIARI

Si è parlato molto, in tema di riforma delle pensioni, di staffetta generazionale, e il sito di Repubblica ha dedicato un articolo alle iniziative messe in opera nel comparto dei consulenti finanziari.

“Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking consente ai professionisti che si avvicinano alla pensione di optare per l’affiancamento di uno o più colleghi junior fino a un massimo di tre anni”, spiega il quotidiano romano, che specifica che l’Associazione nazionale consulenti finanziari (Anasf) “ha cercato di fare un passo ulteriore: partendo dalla considerazione che appena il 12% degli iscritti all’albo ha meno di 40 anni, l’associazione di categoria ha cercato di far passare un emendamento alla Legge di Bilancio – respinto per mancanza di tempo – per introdurre incentivi fiscali tendenti a favorire la staffetta generazionale. L’associazione presieduta da Luigi Conte spinge per l’introduzione di un credito d’imposta per gli accantonamenti dei giovani presso fondi pensioni o Pip (soluzioni previdenziale assicurative)”.

PENSIONI, LAVORO, INFLAZIONE: IL PUNTO DI BOMBARDIERI (UIL)

«È giunta l’ora di pensare ai lavoratori e ai pensionati», ha spiegato il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri a margine di un evento del sindacato, «abbiamo un’inflazione al 7%, poi c’è il costo dell’energia, c’è una legge di macro economia che dice che se in questo Paese non diminuiscono i consumi si arriva ad un situazione di crisi senza precedenti».

Secondo il segretario nazionale di uno dei tre sindacati centrali, serve fare molto di più per ridurre la crisi di consumi e spesa per i pensionati e per tutti i lavoratori attivi (e non): in attesa di una riforma pensionistica ancora tutta da validare entro fine 2022, Bombardieri aggiunge nel suo monito al Governo Draghi «Formuliamo una richiesta al Governo di intervenire sul cuneo fiscale e di rinnovare contratti per 7 milioni di lavoratori perchè scaduto. Noi abbiamo dati soldi alle aziende a prescindere, sarebbe il momento di mettere qualche condizione prima di dare soldi alle aziende». (agg. di Niccolò Magnani)

I CONTRIBUTI SILENTI ENASARCO

Come riporta pensionioggi.it, il Governo, tramite la sottosegretaria al Lavoro Tiziana Nisini, ha risposto a un’interrogazione parlamentare presentata da Walter Rizzetto relativa ai contributi silenti versati da agenti e rappresentanti di commercio iscritti alla Fondazione Enasarco, che se non raggiungono i 20 anni di contribuzione non possono aver diritto alla pensione di vecchiaia o alla restituzione dei contributi, i quali non possono essere nemmeno utilizzati per cumuli o ricongiungimenti con versamenti in altre casse o presso l’Inps.

Nisini ha spiegato che è in corso un approfondimento per valutare una proposta normativa che “potrebbe consentire di valorizzare a fini previdenziali la contribuzione versata dai predetti iscritti”. Tuttavia, “qualsiasi intervento dovrà necessariamente tener conto degli aspetti finanziari, non potendosi imporre o approvare modifiche regolamentari che possano mettere in discussione l’equilibrio finanziario dell’Ente”. Rizzetto ha rinnovato però la necessità di una soluzione politica visto che la questione si protrae da anni.

LA MOZIONE DI FDI

Come noto, i settori del turismo e dell’agricoltura stanno attraversando un periodo di mancanza di manodopera, che di certo non aiuta la loro attività. Anche per questo Fratelli d’Italia ha presentato una mozione con risvolti riguardanti anche temi di riforma delle pensioni.

Stando a quanto riporta lavocedelpatriota.it, il deputato Mauro Rotelli ha spiegato in aula che la richiesta di FdI al Governo è quella di “impegnarsi per garantire che i percettori del reddito di cittadinanza vengano messi a disposizione, in via primaria, alle imprese dei comparti turistico e agricolo e che il sussidio sia sospeso fino alla totale copertura dei posti di lavoro vacanti, destinando le risorse in eccesso all’aumento delle pensioni sociali e di invalidità. Inoltre, ipotizziamo la decadenza dal reddito di cittadinanza per i soggetti che si rifiutano di svolgere lavori utili alla collettività o qualora il percettore sia irreperibile di fronte a richieste dell’amministrazione”.

RIFORMA PENSIONI, LE ISTANZE DEL CUPLA

A Firenze si è tenuto il convegno “Difesa del potere di acquisto degli anziani”, in cui è stato presentato il Rapporto_Cer Cupla 22 relativo a pensioni, inflazione e fisco. Come riporta Dimensione agricola, il mensile della Cia Toscana, con l’occasione il Coordinamento Unitario Pensionati Lavoro Autonomo ha ricordato le proprie istanze per aiutare i pensionati, tra cui: “adeguare, seppur gradualmente, i trattamenti minimi di pensione al 40 per cento del reddito medio nazionale; riformare il meccanismo di rivalutazione annuale calcolata dall’Istat, adottando l’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Unione europea (Ipca), decisamente più adatto dell’indice per le famiglie di operai e impiegati (FOI)”.

LE INIZIATIVE A SOSTEGNO DELLE RICHIESTE

Inoltre, il Cupla chiede di “colmare lo svantaggio in fatto di tassazione ai danni dei pensionati allineando le detrazioni da lavoro dipendente e da pensione, oppure introducendo un nuovo bonus Irpef pensionati, che coinvolga, ad esempio, tutti coloro che percepiscono pensioni basse escluse quelle assistenziali che sono esenti”. Per sostenere le proprie richieste, il Cupla intende “sensibilizzare i gruppi parlamentari in occasione della discussione del bilancio previsionale pubblico del 2023” e “concertare una strategia condivisa con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil dei pensionati e, infine, promuovere attività significative e originali a tale scopo”. Vedremo quali saranno gli esiti di queste iniziative volte a supportare istanze in favore dei pensionati.

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